scrivere - EMario Odisio è un giovane intraprendente, scelto da Mario Scabiolo alla direzione della testa più rappresentativa in provincia,  una scelta oculata individuata in un giovane con la capacità di saper spiegare gli eventi attraverso la scrittura.

Mario accoglie la difficile eredità della direzione di un giornale tutto alessandrino     nell’anno 1950, al compimento del ventinovesimo anno quando scompare Mario Scabiolo, in fondatore de Il Piccolo d’un ventennio più anziano.


Il suo nome è legato agli anni in cui ha appeso la divisa militare al chiodo, dopo il periodo di ferma nel cui ambito è stato apprezzato come scrittore, momenti in cui ha avuto l’opportunità di collaborare per il Marc’Aurelio, una rivista diretta da Giovannino Guareschi, una firma apprezzata del giornalismo di quegli anni.

Finalmente libero torna nella Alessandria dove, con alcuni amici, fonda Il Ficcanaso, il periodico di satira politica, provvisto di spiritose considerazioni, qualche vignetta, considerato un successo dal pubblico, ancora ricordato negli ambienti culturali alessandrini.

È l’autore del libretto affidato alle scene per la rivista musicale Dico a te o pallida luna, conclusa con l’entusiasmo del pubblico dell’oratorio Don Stornini di via Isonzo, tanto da essere replicata sul palco del teatro Virginia Marini, riuscita con altrettanto successo.

Mario entra nella redazione del notiziario locale, qualche anno dopo, assume l’incarico di condirettore, acquisisce la proprietà della Testata per cui è in possesso dei requisiti idonei alla carica di direttore responsabile nel 1950, quando decede di Mario Scabiolo.

La testata de Il Piccolo cresce. Sono gli anni baciati dal cosiddetto boom economico, sotto la sua guida migliora, nel frattempo s’interessa ai muovi mezzi tecnologici, tutto per migliorare nella qualità per quanto riguarda il lavoro grafico, la riduzione dei tempi di stampa, astuzie impiegate per la crescita dei lettori, senza trascurare l’autorevolezza delle notizie, l’impaginazione tanto da diventare lo specchio della città, come qualcuno ha asserito.

Dunque è la sostanziale perseveranza dell’impostazione data dal precedente Mario,  un invito, con il sopraggiungere dell’anno 1964, a proporre l’edizione del mercoledì, in sintonia con una città in espansione.

                                                                          Franco Montaldo