finanza qDovrebbe essere una professione in cui vengono rispettate le regole, eppure, per un commercialista Tortonese non è stato così.

Il merito di aver scoperto le irregolarità spetta ai militari della Guardia di Finanza di Tortona, che però, a causa della legge sulla privacy, voluta dai nostri politici, non possono divulgare il nome e così per l’ennesima volta la trasparenza va a farsi friggere, anche se non ci sono molti professionisti del ramo che fanno lavorare un numero così elevato di dipendenti come quelli de caso in questione.


Tanti infatti sono le persone che lavorano a tempo pieno all’interno dello studio del commercialista in questione, ma 8 di loro erano pagati come lavoratori part time (4 ore) e altri due completamente “in nero” così il professionista risparmiava sull’erogazione dei contributi Inps.

Tutto emerge dall’indagine che le Fiamme Gialle Tortonesi hanno effettuato in questo periodo, al termine di una verifica fiscale, che ha portato a denunciare il Commercialista Tortonese alla Procura della Repubblica di Alessandria.

Si tratta di un   amministratore unico di una Srl operante nel settore della elaborazione di dati contabili, che ha presentato, per l’anno d’imposta 2012, la dichiarazione Iva “infedele” evadendo ben 70 mila euro.

Nel corso del controllo effettuato presso l’ufficio, i finanzieri, già che c’erano, hanno deciso anche di “dare un’occhiata” ai dati degli impiegati presenti, confortando la situazione con i registri e la documentazione detenuta dal professionista, rilevando evidenti irregolarità.

Nello specifico, i militari hanno individuato otto lavoratori che, a fronte di un orario parttime indicato sulla busta paga (4 ore giornaliere), effettuavano prestazioni quotidiane per 8 ore, mentre altri due impiegati risultavano totalmente “in nero” in quanto mai segnalati per l’instaurazione del rapporto di lavoro.

Nei confronti del commercialista, amministratore della società, è scattata, quindi, la maxi multa e adesso dovrà pagare 27.285 euro.

Non solo, ma i finanzieri, a scopo preventivo e a garanzia del credito, hanno chiesto alla Procura della Repubblica di Alessandria il sequestro preventivo dei beni per un importo corrispondente all’Iva dovuta all’Erario per 70 mila euro.

15 giugno 2015