emilia - IDirettore, nel salutarLa Le chiedo cortesemente di omettere il mio nome.
Leggevo e leggo sempre con interesse le lettere dei cittadini e vorrei, in proposito,  esprimere un punto di vista personale.Avevo preparato la mia riflessione prima di quanto letto stamane me ritengo purtroppo di non dover cambiare nulla; anzi.Spesso si scrive per il problema della sicurezza, la situazione in generale ed i fatti che ci riguardano piu’ da vicino sono molto gravi, ma trovo personalmente poco costruttive le affermazioni in quanto spesso prive di spunti migliorativi. Affermare che serve piu’ sicurezza, che i comuni e le forze dell’ordine dovrebbero garantire piu’ sicurezza, che non se ne puo’ piu’ eccetera , ritengo siano frasi ad effetto dettate dall’emotivita’ per quanto accade attorno a noi ma se non forniamo un contributo costruttivo, anche solo a livello propositivo, il tutto a mio modesto parere rimane una discussione fine a se stessa.
Problema parcheggi con i venditori. La cosa esiste, con intensita’ diversa naturalmente, da vent’anni piu’ o meno, per cui a mio avviso ci dovremmo chiedere se da parte delle forze dell’ordine locali si e’ fatto o meno quanto previsto in materia. Se si lasciano incancrenire le situazioni a rischio per decenni riterrei difficile ripristinare poi le regole in tempi ristretti. Occorre che tutti facciano il loro dovere; semplicemente questo.
Problema sicurezza.Il declino della nostra stazione ferroviaria e’ iniziato anni addietro quando si e’ cominciato col ridimensionare i servizi della biglietteria; del resto chi viaggia ogni giorno od ha viaggiato con i treni locali per anni si e’ certo accorto di tutto questo.Pensare oggi di ritornare indietro con le lancette del tempo e’ utopia; del resto abbiamo da una parte servizi, ferrovia e polfer, che non rientrano direttamente nell’ambito strategico delle forze politiche locali  per cui possiamo protestare ma le decisioni competono ad altri. Decisioni sulle quali, occorre dirlo con chiarezza, noi non abbiamo nessun margine di influenza.
E’ probabilmente vero che le forze dell’ordine oggi sono sotto organico ma per quanto ci riguarda occorre chiedersi, come ho scritto in altre occasioni, cosa possiamo fare localmente per utilizzare al meglio i servizi delle forze attualmente in organico.Cosa significa? Ripeto quanto gia’ affermato: tra il passare in auto sul castello, nelle vie cittadine ed il “camminarle” esiste a mio modesto parere una sostanziale differenza.  E organizzare questo tipo di attivita’ rientra nelle possibilita’ e nella responsabilita’ dei dirigenti locali. Cosi’ come ritengo inutile fermare per un controllo auto con sole donne o coppie di anziani; questo assolve da un punto di vista statistico ma non per quanto riguarda l’organizzazione delle attivita’ di controllo.  E anche questa attivita’ rientra nei compiti dei dirigenti locali.
In sintesi: se Tortona non esprime da tempo immemore un Politico, con la P maiuscola, occorre mettere in preventivo che altre realta’, piu’ politicamente fertili e feconde, ci mettano all’angolo con  tanta facilita’.  Novi Ligure e Voghera, per rimanere a realta’ assimilabili a Tortona, hanno negli anni costruito il loro “sistema territorio” ed oggi raccolgono quanto hanno seminato.
Se Tortona riesce a perdere l’insediamento della Mossi & Ghisolfi, solo come esempio,  con tanta facilita’ l’amministrazione comunale cittadina e’ esente da colpe? Se l’ospedale chiude come ospedale vero e proprio, se l’inps (l’ultima sede decentrata ad aprire dopo casale e novi e la prima a chiudere) e’ gia’ stata soppressa, se la polfer sara’ trasferita a novi ligure dovremmo chiederci se i politici locali hanno fatto il loro dovere o se hanno semplicemente accettato gli “ordini di scuderia”.  Dovremmo protestare con i nostri politici di questi ultimi dieci anni o le istituzioni centrali?
La saluto cordialmente.

Lettera firmata

28 marzo 2015