disabileSono passati sei mesi dall’insediamento delle nuove Amministrazioni Comunali, sono state costituite le nuove Giunte e recentemente anche il CdA ed il Presidente del Consorzio Intercomunale Socio-Assistenziale, a cui i 40 Comuni del Tortonese hanno appunto delegato le competenze in materia socio-assistenziale.

Questo tempo è passato giustamente per permettere a chi di dovere di conoscere i servizi esistenti, cercare di capirne il funzionamento e – si spera –   cominciare a progettare il futuro. Questo vale soprattutto se si pensa di occuparsi di persone disabili, svantaggiate o particolarmente svantaggiate.

Se è vero – come è vero – che la condizione di disabilità deriva dall’interazione di menomazioni nella persona con la presenza di barriere comportamentali ed ambientali che le impediscono una piena ed effettiva partecipazione alla vita sociale su base di uguaglianza con gli altri, questi cittadini non devono più chiedere il riconoscimento dei loro diritti, bensì sollecitarne (di continuo) l’applicazione e l’implementazione, per vedersi garantite nella società pari opportunità.

E’ facile indignarsi per   scelte, decisioni, situazioni e fatti attuati da chi “governa” su aspetti che interessano il nostro vivere comune, ma poche sono le voci levatesi per richiamare l’attenzione sui diritti – ancora disattesi – dei cittadini con disabilità.

In momenti di crisi (anche di valori), come quelli che si sta vivendo, diventa difficile non penalizzare i gruppi più vulnerabili, figurarsi pensare di metterli al centro dell’attenzione, per valutare quanto deve essere considerato necessario o quanto può essere superfluo.

Solo chi deve affrontare la disabilità direttamente (persona) od indirettamente (famiglia) sa quanto resta da fare per trasformare i principi (condivisi da tutti) in azioni concrete (lentissime a diventar tali)

Si può essere disabili dalla nascita, ma spesso ci si dimentica che ognuno di noi può diventare disabile in qualunque momento: può bastare una banale caduta che ci costringe all’ingessatura di una gamba … Ecco perché è indispensabile ascoltare le istanze delle persone con disabilità e incominciare a pensare che le politiche in loro favore vanno a vantaggio di tutti. Un esempio: nell’autunno del 2013 il Comando dei Vigili Urbani comunicò di aver multato parecchi cittadini “sbadati”, che occupavano parcheggi riservati a disabili; la domanda che sorse spontanea fu: perché non utilizziamo queste entrate a favore di servizi per disabili? La risposta fu negativa e motivata dal fatto che quei proventi da sanzioni Codice della Strada sono destinati per legge a migliorare la viabilità. Ah, sì? Bene! Rendere più sicuri gli attraversamenti, eliminando dislivelli e gradini, non migliora forse la viabilità per gli automobilisti, mentre rende più agevole i percorsi per i disabili, gli anziani e chi è costretto a muoversi con carrozzelle o passeggini ?

E’ nostra intenzione ritornare alla carica per cercare di ottenere quanto richiesto (e non solo in questo campo), perché non basta deplorare certe azioni, né essere appagati dallo sfogo di un disabile che, al parabrezza di un’auto senza contrassegno in sosta in uno stallo riservato ha lasciato un biglietto “spiritoso” che diceva   “ Non ho nulla in contrario a che tu abbia occupato uno spazio a me riservato,a condizione che, come hai preso il mio posto, tu ti prenda anche la mia disabilità”.

Grazie per la pubblicazione e a presto

    Per lo Sportello Ascolto Disabilità Gino Gazzo Socio Volontario CooperativaAgape ONLUS

16 febbraio 2016