casale ponte po - ICon l’arrivo della primavera, vuoi per le giornate che si allungano e il sole più caldo, vuoi per i consistenti lavori di riqualificazione ambientale che hanno interessato la sponda e la golena prospicienti piazza Castello, ultimati lo scorso anno dal Parco Fluviale del Po e dell’Orba, vuoi per i recenti interventi di manutenzione sulla vegetazione ripariale, diretti con grande soddisfazione dall’Ufficio A.I.Po di Casale Monferrato, il Po appare ancor di più in tutta la sua bellezza e ospita un numero sempre maggiore di cittadini, giovani e anziani, che a piedi o in bicicletta, sono tornati a godere del loro fiume.

La stretta sinergia fra l’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (A.I.Po), il Parco Fluviale del Po e dell’Orba, in collaborazione con il Comune di Casale Monferrato, che possono contare anche sul supporto operativo del gruppo comunale di Protezione Civile e dell’Associazione Amici del Po, ha consentito di restituire alla città di Casale un affaccio sul grande fiume particolarmente suggestivo e vocato alla fruizione.


Sempre più si stanno moltiplicando i momenti di collaborazione fra l’Ente-Parco e l’A.I.Po, non solo per coniugare la sicurezza idraulica con la salvaguardia ambientale e una corretta gestione della vegetazione fluviale, ma anche per promuovere forme di frequentazione del Po rispettose dell’ambiente, come l’easy-rafting e il cicloturismo. Anzi, in quest’ultimo caso è stato proprio il tratto casalese che ha fatto da apripista per sperimentare una nuova chiave di lettura delle sommità arginali, non solo come percorso da utilizzare (per fortuna raramente) in caso di calamità, ma anche come itinerario ciclopedonale privilegiato, che si avvicina e si allontana dal fiume.

Grazie a questo modo di operare, anche gli ultimi interventi manutentivi in ambito urbano sono stati gestiti senza particolari problemi. È stato garantito, infatti, il mantenimento della copertura vegetale delle sponde, pur effettuando il taglio selettivo di circa 200 alberi anche di grosse dimensioni che, oltre a costituire un potenziale pericolo per le vicine abitazioni, data la precaria stabilità, appartenevano in molti casi a specie non autoctone. Si è provveduto, inoltre, al taglio delle piante sull’isolotto a monte del ponte stradale, su una superficie di circa 8.000 metri quadri, per mantenere la vegetazione a uno stadio giovanile.

Con l’occasione, l’A.I.Po è intervenuta anche nella zona dell’imbarco galleggiante realizzato dall’Ente-Parco in prossimità della Società Canottieri, dove l’ultima piena aveva depositato una grande quantità di materiale flottante, nonché sulla sponda opposta per ripristinare una rampa per l’alaggio delle imbarcazioni di soccorso (Vigili del Fuoco, Protezione Civile).

 5 maggio 2014