Non si placa l’ira dei genitori della scuola media “Luca Valenziano” dell’istituto comprensivo “Tortona A” contro il Consiglio di Istituto che ha approvato una variazione d’orario per il prossimo anno scolastico che prevede la settimana europea (sabato a casa) con orario da lunedì a venerdì dalle 7,40 alle 13, 27 (circa) con una successione giornaliera di sei materie.

Oltre 70 genitori hanno inviato una lettera di protesta alla Regione, al sindaco di Tortona e all’Ufficio Scolastico provinciale.


“L’orario – dicono – è stato deciso senza tener conto del parere contrario delle famiglie degli alunni delle future classi seconde e terze. Riteniamo che la modalità di informazione e consultazione non sia stata corretta. I membri del Consiglio di Istituto, prima di votare, avrebbero dovuto consultare le famiglie interessate. Al contrario sono stati ignorati gli appelli di molti genitori che hanno ripetutamente fatto presente il loro dissenso.”

Dissenso che viene ribadito in diversi punti.

valenziano - I“Riteniamo – aggiungono – che il carico di impegno giornaliero per i ragazzi sia eccessivo sia a scuola sia a casa. E’ sufficiente pensare a cosa significhi per gli alunni restare seduti al banco per sei ore o quasi, indipendentemente dalla tipologia di insegnamento (lezione frontale o gruppo di lavoro), arrivare a casa dopo le 13,30 per il pranzo e poi dovere preparare le sei materie del giorno successivo.”

Secondo i genitori la qualità del lavoro, dell’attenzione, dell’interesse degli alunni risulterebbe compromessa, non è ben chiara la modalità di recupero dei minuti mancanti al completamento delle 30 ore settimanali, questo cambiamento renderebbe molto difficile l’organizzazione nelle famiglie con fratelli che mantengono un orario di ingresso e uscita dalle 8 alle 13. Sembra paradossale che in una città come Tortona ci siano scuole con orario diverso. Molti genitori approfittano della pausa pranzo lavorativa per accompagnare i figli a casa e pranzare insieme a loro. Tutto questo alla luce del nuovo orario sarebbe impossibile.

“Riteniamo che una variazione di orario nel corso del triennio –aggiungono – non sia corretta nei confronti dei genitori che hanno iscritto i propri figli scegliendo l’orario proposto inizialmente dalla scuola stessa, cioè quello di 30 ore su sei giorni settimanali. Se l’eventualità di un cambio d’orario fosse stata fatta presente al momento dell’iscrizione, probabilmente molte famiglie si sarebbero rivolte ad altri istituti scolastici che garantiscono una pluralità di scelte (Tortona B).Le famiglie degli alunni delle attuali classi prime e seconde non sono stati consultati e non hanno potuto esprimere parere favorevole o contrario in merito. Una tale intensificazione dei ritmi di lavoro non tiene in dovuta considerazione le difficoltà che gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (B.E.S) e D.S.A. devono affrontare quotidianamente. Questi alunni, seppur minoranza, dovrebbero essere maggiormente tutelati, soprattutto se si considera il benessere complessivo dei ragazzi come una componente decisiva del loro successo scolastico. L’anno scorso venne deciso, al fine di uniformare tutti gli orari del circolo Tortona A, che i bambini della scuola elementare entrassero alle 08,00. Ora l’omogeneità degli orari sembra non essere già una priorità, quest’anno viene richiesto ad alunni e famiglie (sempre agli stessi soggetti) un nuovo ulteriore adattamento.”

Secondo gli oltre 70 firmatari le esigenze che hanno reso necessaria tale variazione, cioè l’accorpamento del plesso di via Rodari all’istituto Tortona A, sono incomprensibili, se si considera che l’istituto Tortona B mantiene due tipologie diverse di orario all’interno dello stesso plesso e una terza per la sede di Villaromagnano.

“Se l’orario in oggetto entrasse in vigore l’anno prossimo anche per le classi seconde e terze – concludono – molte famiglie si troverebbero in serie difficoltà e sarebbero costrette a rivolgersi ad altri istituti scolastici. Ma questa alternativa penalizzerebbe gli alunni dal punto di vista educativo. Noi genitori siamo amareggiati dalla situazione che si è creata e sentiamo che i nostri diritti e le nostre scelte sono stati calpestati. Auspichiamo che venga data attenzione al caso, che venga studiato da organi competenti, disinteressati, perché si trovi un compromesso tra le esigenze delle famiglie degli alunni e quelle addotte dalla Dirigenza dell’Istituto Tortona A. Crediamo che il disagio di così numerose famiglie non possa essere subordinato alle necessità di chiusura della scuola il sabato o alle esigenze di gestione di organico.”