prostitute IUna thailandese che sfruttava una sua connazionale facendola prostituire e una rumena che gestiva una casa di appuntamenti in un condominio in via Venezia 29 a breve distanza dall’ingresso dell’ospedale civile.

Questo il risultato di un indagine avviata dai carabinieri di Alessandria al comando del maggiore Massimiliano Girardi che è stata illustrata lunedì durante una conferenza stampa.


Il luogo era abbastanza favorevole perché generalmente vicino all’ospedale civile circolano tante persone quindi un via vai era quasi naturale, peccato che gli abitanti del palazzo avessero notato un’eccessiva presenza di persona che non abitavano nello stabile e si sono rivolti ai Carabinieri facendo presente la situazione.

Da qui sono partite le indagini di un servizio antiprostituzione conclusosi con la denuncia di due donne per favoreggiamento della prostituzione ed esercizio di una casa di prostituzione.

Nel condominio già da tempo giravano voci di quel via vai di uomini a tutte le ore e di rumori inequivocabili che provenivano dagli appartamenti e si sentivano fino sul pianerottolo, per cui i militari a seguito delle numerose segnalazioni hanno predisposto servizi di osservazione e controllo.

Molti sono stati gli uomini che i carabinieri hanno visto entrare ed uscire dal palazzo di via Venezia e sono stati bloccati dai militari: tutti hanno ammesso di avere fatto ricorso a prestazioni sessuali nei due appartamenti con le 3 donne presenti, due thailandesi e una rumena, che contattavano attraverso utenze cellulari rilevate da alcuni annunci on-line.

A questo punto, dinnanzi alle ormai chiare prove raccolte, i Carabinieri decidevano di accedere negli alloggi dove identificavano le 3 donne, due in un appartamento e una in un altro appartamento, sequestrando ben 11 telefoni cellulari e denaro.

Le indagini hanno permesso di chiarire che una thailandese favoriva l’esercizio della prostituzione della seconda donna thailandese, mentre la rumena gestiva per conto proprio una casa d’appuntamenti.

Inoltre, l’attività era particolarmente fiorente visto che, anche in presenza dei militari, i telefoni continuavano a squillare con continuità e insistenza; le donne erano in affitto e i proprietari di casa sono risultati del tutto estranei alla vicenda.

17 marzo 2014