La situazione che sta emergendo a Carbonara Scrivia sembra sempre più grave: i 196 mila euro che erano stati destinati ad un intervento “tampone” per bonificare i bidoni del Cadano sembrano spariti, mentre Ciniglio lancia l’allarme sulla presenza di circa 10 mila bidoni.

Questo ed altro sembra emergere da un incontro che si è svolto a Carbonara e che ha visto la presenza, tra l’altro, dell’ambientalista Annamaria Agosti che ci ha inviato una lettera in redazione in cui documenta tutta la situazione.

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Resti di bidoni vicino allo Scrivia

Resti di bidoni vicino allo Scrivia

Egregio Direttore,

il tema “bidoni tossici” al Cadano è tornato di attualità, e grazie alla piena collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Carbonara Scrivia riguardo al tema risollevato il mese scorso con il sopralluogo sull’area, oggi emergono nuovi dettagli riguardo gli interventi di bonifica.

Esiste, infatti, una lettera della Regione Piemonte datata 2011, con la quale il Comune veniva informato che i 196mila euro deliberati a marzo 2010 dalla Provincia di Alessandria e destinati al Piano di Caratterizzazione dell’area, in realtà non sarebbero stati erogati. Motivazione: non ci sono soldi per farlo.

Questo, ed altri particolari, sono emersi in un incontro avvenuto a Carbonara, presso il Comune, presenti il Sindaco Mario Mantelli, il Vicesindaco Flaviano Gnudi, l’Architetto Fabrizio Furia dell’Ufficio Tecnico e Lavori Pubblici, ed il Dottor Carmelo Ciniglio, in qualità di ambientalista e profondo conoscitore della vicenda legata al Cadano.

E’ proprio Ciniglio, a sollevare perplessità sulla possibile presenza di ulteriori fusti tutt’ora interrati. Se ne potrebbero ipotizzare altri 10mila. Purtroppo ad oggi, l’unica certezza che si ha è quella che ogni tipologia di intervento, anche solo esplorativo, è ferma per mancanza di fondi.

Il Vicesindaco Gnudi sottolinea quanto la Provincia sia sensibile all’argomento; purtroppo la scure rappresentata da quella lettera redatta su carta intestata della Regione Piemonte non lascia alcun margine alla speranza. Almeno, allo stato attuale delle cose.

Altri resti

Altri resti

La domanda che aleggia attorno al tavolo, tra i convocati, è una, ed una sola: preso atto della situazione, e dei necessari quanto inderogabili interventi non solo necessari, ma assolutamente indispensabili (l’alveo dello Scrivia è infatti a pochi metri), tenuto conto che la disponibilità di fondi da parte della Regione è esaurita, bloccando conseguentemente anche quello che sarebbe il primo passo verso la bonifica con il Piano di Caratterizzazione, a chi tocca, a questo punto, assumersi l’onere, e la responsabilità, verso l’ambiente? Se dalla periferia si guarda all’alto, dopo il “game over” da parte della Regione, rimane possibile solo un intervento da parte dello Stato. O della Comunità Europea.

Esiste infatti una direttiva europea del 2004, incentrata sulla responsabilità ambientale, che classifica come “significativi” i danni all’ambiente che incidono sulla salute umana. Sotto questo aspetto, pochi sarebbero i dubbi, al riguardo: l’elevata incidenza di tumori nella nostra zona, dimostrata in maniera inoppugnabile dai dati ospedalieri, non è dovuta al fato, ma indubbiamente correlata a situazioni ambientali di criticità che richiedono attenzione ed interventi immediati.

Residui di materiale contenuto nei bidoni all'aria aperta. Cosa ci sarà?

Residui di materiale contenuto nei bidoni all’aria aperta. Cosa ci sarà?

La Comunità Europea potrebbe intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Esiste una forza politica capace di portare in Europa questa richiesta?

Tutti noi conveniamo che la tutela della salute e dell’ambiente non debbano avere appartenenza politica. Rappresentano un bene, preziosissimo ed insostituibile, per ciascuno di noi. Per questo Carbonara mira a fare “rete” tra i Comuni del bacino dello Scrivia. Proprio Carbonara, piccola realtà collinare, così profondamente ferita dalla vicenda dei bidoni tossici, si mette in prima fila chiamando attorno a sé il territorio alessandrino, a tracciare, insieme, un percorso comune verso qualità della vita e dell’ambiente migliori.

La volontà dell’Amministrazione Comunale è quella di portare avanti, con determinazione, l’importanza e la necessità di questi interventi, con ogni mezzo ed in ogni sede utile a sensibilizzare l’opinione pubblica ed a polarizzare l’attenzione sull’area contaminata. Con pieno e totale sostegno da parte degli ambientalisti.

Una raccomandazione personale: tenendo conto che la direttiva europea non è applicabile al danno, se sono passati più di 30 anni dall’emissione, evento o incidente che l’ha causato, l’imperativo assoluto, oggi, è dare priorità a questo intervento.

Un motivo in più, per fare presto.

 Annamaria Agosti

25 marzo 2014