Pubblichiamo di seguito la lettera che ci ha inviato il Comittao in difesa dell’ospdale indirizzata a tre conduttori di programmi televisi

L'ospedale di Valenza

L’ospedale di Valenza

Spettabile redazione di Report (dottoressa Milena Gabanelli), Ballarò (dottor Giovanni Floris), L’Arena (dottor Massimo Giletti),


rappresentiamo il Comitato pro-ospedale di Valenza Po (AL). Ci siamo rivolti a voi per segnalare il pericolo di chiusura imminente del nostro nosocomio. In una realtà come quella di Valenza, da sempre una delle città più importanti a livello nazionale e internazionale per la sua industria orafa, attualmente soggetta a una preoccupante crisi economica, la perdita del presidio ospedaliero rappresenterebbe un ulteriore impoverimento (dopo la perdita dell’Agenzia delle entrate, dell’ENEL e di TELECOM) per la cittadinanza tutta così come per l’utenza del suo distretto sanitario. Da molti anni ormai è in atto una progressiva opera di “smantellamento” di reparti e servizi essenziali (a partire dalla chiusura del reparto maternità nel 1992), fino alla perdita del proprio centro di Primo soccorso con conseguente dirottamento presso altre strutture sanitarie dei suoi utenti (4000 nell’ultimo anno). I rischi di saturazione di tali strutture (ospedali di Alessandria, Casale Monferrato e Tortona) e l’allungamento dei tempi di attesa (almeno 10-12 ore essendo codici bianchi o al massimo verdi), sono di per se’ evidenti. Si deve tenere altresì presente che le condizioni delle arterie stradali per raggiungere quei centri in autunno e in inverno determinano altri ritardi (da un minimo di 30 a 45 minuti) Inoltre si vuole segnalare che erano stati svolti lavori (onerosi) di ristrutturazione e messa a norma delle sale operatorie dove si svolgevano interventi ad esempio di fistole, appendici, emorroidi ecc. (almeno 20000 in day hospital). Come già avvenuto in passato, il Comitato pro-ospedale si è impegnato attivamente per scongiurare la chiusura della struttura attraverso la raccolta firme dei cittadini di Valenza e del distretto (giunte attualmente a quota 21000).In più occasioni il nostro portavoce Salvatore Di Carmelo ha intrapreso iniziative clamorose allo scopo di sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla gravità della situazione, (promozione di consigli comunali aperti in collaborazione con le istituzioni cittadine e i sindaci del territorio, sciopero della fame e della sete, marcia a piedi Valenza-Torino presso la sede della Regione Piemonte, marcia in monopattino Valenza-Alessandria, incatenamenti sulla pubblica piazza…ed è pronto a un’ulteriore azione eclatante per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica). Tuttavia la tendenza al depauperamento del nostro ospedale (termine mascherato con l’utilizzo di neologismi quali “razionalizzazione” o “riconversione”) parrebbe giunta al suo epilogo. In Piemonte il nuovo piano socio-sanitario prevede la chiusura, oltre che del nostro ospedale, anche di altre 17 strutture. Contestualmente assistiamo a un aumento sempre più costante del ricorso a strutture private (centri analisi), e addirittura la costruzione di una nuova clinica privata ad Alessandria, città capoluogo (magari anche con contributi pubblici) oltre all’utilizzo nelle strutture pubbliche delle cooperative e/o ditte private (nonostante il Ministro Balduzzi sia di Alessandria e da lui ci si aspettasse una sensibilità maggiore).

Certi della vostra sensibilità su queste tematiche (come per altre), sicuri di un vostro interessamento per discuterne nella vostra trasmissione, fiduciosi anticipatamente ringraziamo.

Disponibili a eventuali chiarimenti o spiegazioni, porgiamo distinti saluti.

Il Comitato Pro ospedale di Valenza

 30 aprile 2013