Mantenere assolutamente il Punto nascita all’ospedale cittadino. Questo l’imperativo del partiti tortonesi oltre ad una serie di proposte ed interventi che integrano l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale sul futuro dell’ospedale cittadino. Un ordine del giorno che verrà inviato a tutti i Comuni della zona, alla direzione dell’Asl e a tutti gli organi politici e alle istituzioni.

Questo è stato deciso nell’ultima riunione dei capigruppo dei partiti che si è svolta in municipio.


Le proposte presentate dalla maggioranza: PDL, Lega Nord, Lista Civica con Voi per Tortona, illustrate dal presidente del Consiglio comunale Franco Carabetta riguardano il mantenimento del punto nascita e la Ginecologia a Tortona che invece, secondo il progetto dovrebbero essere trasferite a Novi Ligure.

-“L’unificazione dei reparti di ostetricia e ginecologia, con la concentrazione nella sede ospedaliera di Novi Ligure, di tutte le attività interventistiche per l’area ginecologica e del Punto nascita unico – ha detto Carabetta durante la riunione – comporterebbe uno stravolgimento dell’attuale struttura dei due ospedali per quanto attiene il reparto di ginecologia/ostetricia, coperto in entrambe le strutture da primariato. Preme anche sottolineare come lo sradicamento da Tortona di ginecologia/ostetricia vada ad inficiare l’eccellenza della Pediatria che di per sé verrebbe in un certo senso snaturata dalle sue funzioni primarie venendo privata del punto nascita con cui inevitabilmente si trova ad interagire ogni giorno”.

Il Partito Democratico ha avanzato osservazioni che riguardano la struttura di microbiologia, il problema della mobilità passiva per prestazioni di riabilitazione.

“Si percepisce – ha detto Marco Picchi – un sottile tentativo di depotenziare l’ospedale di Tortona ma questa scelta appare di una miopia spaventosa per chi vuole salvaguardare i bilanci regionali, infatti il depotenziamento di Tortona non significa il rafforzamento di Novi ma la fuoriuscita di importanti flussi verso la sanità lombarda. Per cui crediamo che l’ostetricia tortonese dovrebbe essere mantenuta e monitorata.”

Maria Cristina Ottone del Gruppo Misto invece ritiene necessaria la creazione di SOS di microbiologia a Tortona, mentre a sostegno del mantenimento del punto nascita ha sottolineato che è nuovo e realizzato con importanti investimenti da parte anche della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, mentre a novi sarebbe necessario rimettere a nuovo la struttura, senza contare che le pazienti di Tortona, Viguzzolo e della val Curone che normalmente afferiscono all’ospedale di Tortona difficilmente sceglieranno Novi. Ha chiesto anche almeno venti posti letto per cure intermedie.

Stefanella Ravazzi di Rifondazione Comunista, invece ha effettuato richiesta di aumento del fondo sanitario regionale, di almeno dieci posti letto di Riabilitazione, di Riorganizzazione delle sedi ospedaliere con il coinvolgimento dei professionisti interni e di posti letto per cure intermedie e richiesta di chiarimenti sul criterio di compartecipazione.

L’Udc infine chiede un’ eventuale valorizzazione della distribuzione diretta dei farmaci, ha sollevato il problema della mobilità passiva cioè verso l’ospedale di Voghera, la valenza ed utilità delle federazioni non ché di riprendere lo studio dell’ospedale di comprensorio (Novi Ligure – Tortona – Alessandria).

 3 marzo 2013