Le tre protagoniste

Le tre protagoniste

C’erano diversi film comici italiani e stranieri in programma al Megaplex Stardust questa settimana, ma abbiamo scelto di vedere per voi “Amiche da morire”  e abbiamo fatto bene, perché il film per certi versi è molto singolare. Innanzi tutto per i protagonisti: una giovane regista donna, Giorgia Farina, italiana di 27 anni, laureatasi in regia e sceneggiatura presso la Columbia University di Milos Forman, vincitrice diversi di premi grazie ai molteplici cortometraggi, al suo debutto in un lungometraggio, che sceglie un cast quasi tutto al femminile, per un film che potrebbe essere classificato un misto tra la commedia, il drammatico ed il comico, ma è soprattutto quest’ultimo genere che prevale sugli altri due col passare dei minuti fino a quando quello che sembrava prima un film commedia poi un thriller, appare in tutta la sua incredibile comicità.

E’ questa una delle caratteristiche peculiari del film e della regista che riesce a creare un’opera unica e singolare nel panorama cinematografico italiano.


E ci riesce anche grazie alle tre protagoniste che recitano tutte in maniera perfetta: la poliedrica Claudia Gerini nel ruolo di prostituta, la bellissima Cristiana Capotondi in quella dell’ingenua e l’incredibile Sabrina Impacciatore che forse delle tre è quella che riesce a dare un’interpretazione super in un personaggio difficile.

Il film è ambientato ai nostri giorni ma in un’ isola della Sicilia arcaica dove le tradizioni millenarie resistono ancora e i pettegolezzi sono all’ordine del giorno.

Singolare la recitazione della Capotondi e della Impacciatore che per tutto il film parlano con l’accento e l’inflessione siciliana e se Impacciatore sembra anche naturale, fa specie vedere una bellezza scultorea come la Capotondi qui con i capelli castano chiaro, quasi biondi, dai lineamenti persino nordici per una romana quale è lei, che appena apre bocca escono parole quasi innaturali. Un contrasto tra il dialetto siciliano e la figura normanna della protagonista.

Il film è da vedere ed è bello proprio per tutta questa serie di contrasti e singolarità.

12 marzo 2013

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