I sindaci dei 40 Comuni del Tortonese, guidati da quello più grande, cioè Castelnuovo Scrivia hanno sottoscritto un documento che è stato inviato all’Asl e in Regione in cui chiedono la tutela del servizio sanitario tortonese da attuarsi mediante il mantenimento del presidio ospedaliero di Tortona, espressione dei cittadini dei piccoli comuni del Distretto Socio-Sanitario tortonese.

 

QUESTO IL TESTO COMPLETO


Cogliendo spunto dal documento redatto e approvato dai gruppi consiliari del Comune di Tortona, nella seduta del Consiglio Comunale del giorno 15 febbraio 2013, al punto n. 1 dell’ O.d.G. in merito alla riorganizzazione della rete ospedaliera Area Sovrazonale 6 – Piemonte Sud Est, per quanto attiene l’ospedale di Novi Ligure – Tortona, a nome dei cittadini da noi rappresentati, vogliamo approfondire tale argomento con alcune riflessioni e proposte finalizzate sia al contenimento della spesa pubblica sanitaria, sia al miglioramento della prestazioni erogate.

Una premessa, a osservazioni più dettagliate, si impone per una breve descrizione del nostro territorio che, nella sua estensione, si colloca ai confini con la regione Lombardia (la provincia di Pavia) e in particolare con i Comuni di Pieve del Cairo, Casei Gerola, Voghera, Rivanazzano, Varzi e la Valle Staffora dove si trovano ubicate strutture ospedaliere pubbliche e private frequentemente utilizzate dai nostri concittadini; in questo vasto territorio, che morfologicamente è composto da un’area pianeggiante-fluviale (la Bassa Valle Scrivia), un’area collinare (Colli Tortonesi con le Valli Grue, Ossona e Scrivia) e un’area montana (la Val Curone), vive, abita, studia, lavora e invecchia una popolazione di circa 26.000 cittadini, che, sommati agli abitanti della città di Tortona, arriva a 63.000.

Ciò premesso, esprimiamo alcune considerazioni, scaturite dalla profonda conoscenza dei bisogni e delle abitudini (anche nell’utilizzo dei presidi sanitari) della nostra gente.

Reputiamo più che mai necessaria la costituzione di una Unità Riabilitativa a Tortona: una proposta in tal senso, concreta e ben strutturata, andrebbe a colmare una importante carenza del nostro territorio, scongiurando o arginando la “fuga” degli utenti verso le viciniori strutture lombarde (per altro private), in considerazione della localizzazione geografica dei nostri comuni.

Alla luce del costante aumento della percentuale di anziani che vivono nei nostri paesi, è doveroso considerare che l’utenza verso i servizi riabilitativi è in continuo incremento; la popolazione, in particolare quella anziana, attualmente con enormi difficoltà si vede costretta a rivolgersi altrove (le citate strutture in terra lombarda, per altro abbastanza comode da raggiungere,), aggravando ulteriormente, con una mobilità passiva massiccia, la già precaria situazione economico-finanziaria di cui abbiamo sicuramente contezza.

Punto Nascite: facendoci portavoce di quello che è un comune pensiero e riflettendo su una considerazione, palesemente ovvia, anche per chi non sia un operatore sanitario o non abbia competenze in merito, ci sembra improduttivo, per gli obiettivi posti in essere dal Piano di riorganizzazione sanitaria Regionale, separare il “Punto nascite” dalla Pediatria. Non vi è logicità e pragmaticità, a meno che il progetto non sia quello di privare l’ospedale di Tortona anche della Pediatria. Ribadiamo che, attualmente, buona parte della nostra popolazione usufruisce dei servizi di Ginecologia ed Ostetricia, e, conseguentemente, dei Reparti di Neonatologia, dei vicini ospedali lombardi, in particolare quello di Voghera.

A mero titolo di esempio citiamo i dati, per gli anni 2010, 2011, 2012, per i comuni di Castelnuovo Scrivia, Sale, Viguzzolo e Pontecurone, che contano il 35% delle nascite nelle strutture extra regionali lombarde (Voghera, la stragrande maggioranza, Stradella e Pavia). Un dato simile si rileva per i 1340 alunni dell’Istituto Comprensivo “Bassa Valle Scrivia” che raccoglie bambini e ragazzi della Scuola Materna, Elementare e Media

Lo spostamento del Punto Nascite, allontanandolo dai confini regionali, così come ipotizzato dal progetto di razionalizzazione, potrebbe incrementare la mobilità passiva, già pesante, rischiando di impoverire ulteriormente, e con soluzioni di irreversibilità, il centro neonatale unico di Novi Ligure, facendolo retrocedere al di sotto dei livelli numerici previsti per la sopravvivenza.

 

Urologia: la proposta più plausibile è quella di assicurare un trattamento equo ai cittadini del tortonese che vengono privati di tale reparto; il servizio ambulatoriale, che attualmente rimane in seno all’ospedale di Tortona, è molto limitato e i tempi di attesa per le prestazioni presso l’ospedale di Novi sono assai più lunghi di quelli che erano garantiti precedentemente dall’ospedale di Tortona. Ciò non rappresenta di certo un effetto benefico degli sforzi atti a migliorare la qualità del servizio, unendo reparti e primariati. E’ quindi necessaria una proposta ambulatoriale con tempi di attesa accettabili anche presso l’ospedale di Tortona, magari con liste di prenotazione dedicate per il nostro territorio.

 

Dipartimento di Emergenza – DEA: abbiamo assistito, lo scorso anno, al tentativo di declassare il DEA dell’ospedale di Tortona, pericolo fortunatamente allora scongiurato. Oggi, a pensar male, sembra in atto l’operazione opposta: chiudere o impoverire i reparti per poi declassare il DEA. Convinti della necessità di un Dipartimento di Emergenza al servizio di un territorio così grande e eterogeneo, chiediamo pertanto la creazione delle condizioni necessarie al mantenimento in termini di risorse umane e tecnologiche dell’attuale classificazione del P.S., attraverso l’adeguamento strutturale dei locali e la realizzazione dell’Unità di Osservazione Breve, di cui attualmente il Pronto Soccorso tortonese, è sprovvisto. Per inciso si ricorda che i lavori di ristrutturazione e adeguamento del DEA di Tortona risultano essere stati da tempo finanziati, così come i lavori al reparto di Cardiologia.

 

Laboratorio analisi: parliamo di rapporto costo/beneficio. Il beneficio è rappresentato dalla salute delle persone che rappresentiamo (e delle quali la Legge impone ai sindaci la tutela), qualcosa quindi difficilmente stimabile. Il costo di tale servizio, con le modalità che ci vengono proposte, invece è stimabile in termini di disservizio (indubitabili e già tangibili). Molti dei nostri Comuni posseggono punti prelievo al servizio prevalentemente della popolazione più anziana; tali servizi devono essere gestiti nel modo più efficace per soddisfare le esigenze della componente più fragile dei nostri cittadini. Che la fase di analisi fisico-chimica dei prelievi avvenga a Tortona o a Novi, non è materia nostra; i sindaci però vogliono che siano garantiti in questo comparto due aspetti importanti:

1. prossimità nei confronti dei cittadini dei punti prelievi;

2. tempi accettabili di refertazione (naturalmente in modo compatibile con la tipologia delle analisi).

Crediamo che, poiché nato dalla nostra conoscenza diretta e puntuale delle esigenze del territorio, il contributo offerto possa essere compreso e accolto da chi ha l’onere di prendere decisioni importanti. La nostra gente, già vessata da una situazione precaria e difficile, ben consapevole della contingenza attuale, non è disponibile a rinunciare a servizi fondamentali come quelli che devono garantire la salute.

 6 marzo 2013