La città di Alessandria non deve morire. E’ questo l’imperativo che sembra animare la Giunta comunale ed è sulla base di questo imperativo che l’assessore alle Finanze, Pietro Bianchi, ha spiegato quelle che sono le ultime scelte dell’Amministrazione comunale.

“La situazione non è delle migliori – ha detto Bianchi durante l’ultimo incontro con i giornalisti – abbiamo ammazzato la città di tasse, ma non potevamo fare altrimenti. Oggi non abbiamo neppure i soldi per chiudere i buchi nelle strade e abbiamo un Bilancio comunale che deve essere ridotto di 27 milioni di euro perché abbiamo 93 milioni di entrate e 120 di uscite, ma non possiamo fossilizzarci e dobbiamo guardare al futuro. Per questo motivo abbiamo deciso di investire nella cultura perché cerchiamo una svolta per la città e perché altrimenti la città muore.”


L’assessore, nel limite del possibile annuncia investimenti, fare qualcosa per non rimanere fermi ad attendere l’agonia di città che potrebbe rischiare anche un secondo dissesto.

Bianchi indica nell’Amag e nello sviluppo delle energie una possibile strada per rilanciare la città, poi speiga che l’Amiu è già in liquidazione e invita i dirigenti dell’ATM ad escogitare nuove idee di marketing per salvare l’azienda.

 13 marzo 2013