Il Consiglio comunale di Tortona, nella seduta di venerdì 15 febbraio, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui , agli organi regionali preposti, la sospensione di qualunque spostamento di servizi fino alla definizione di un Piano completo e condiviso della riorganizzazione dei reparti tra Tortona e Novi e un piano dettagliato degli interventi del fine che si intende perseguire e con quali tempistiche.

Chiede, altresì, di chiarire in maniera inequivocabile se il criterio riorganizzativo adottato vada nella direzione di una razionalizzazione o esclusivamente di una riduzione dei costi e di spiegare tutte le variabili economiche finanziarie che costituiscono la base delle scelte prospettate, specificando le eventuali ricadute negative sul cittadino in termini di tempi, disagi e costi.


Il Consiglio comunale ha demandato al sindaco, Massimo Berutti, e al presidente, Franco Carabetta, di intraprendere tutte le necessarie azioni a tutela del cittadino, primo e vero fruitore del sistema sanitario; di sollecitare urgentemente un percorso di confronto pubblico e trasparente tra Regione, assessorato alla Sanità, ASL di Alessandria, sindaci dei Comuni, rappresentanze sindacali, operatori sanitari, cittadini ed associazioni che si occupano di questi temi, oltre al coinvolgimento del Tribunale del Malato; di promuovere ogni iniziativa a salvaguardia dell’Ospedale SS. Antonio e Margherita di Tortona e dei servizi in esso attualmente presenti.

 

LA DICHIARAZIONE DI BERUTTI

“Un anno il nostro nosocomio rischiava di non essere più ospedale cardine – ha spiegato il sindaco, Massimo Berutti – ma con un intervento forte da parte nostra che è stato recepito a livello regionale abbiamo iniziato un processo di metabolizzazione del famoso ospedale integrato. Credo unica realtà in Italia”.

“Sul fronte che ci vede qui stasera riuniti – ha proseguito il primo cittadino – va detto che in queste ultime settimane c’è stata un’accelerazione dove tutto si concentra con la chiusura del polo neonatale di Tortona. E’ emersa la necessità di fare già un incontro fra sindaci novesi e tortonesi. Vogliamo solo ed esclusivamente l’opportunità di valutare tecnicamente l’equilibrio fra le due strutture. Per questo ho detto che serve un progetto serio e concreto. Voglio che ci sediamo a un tavolo e affrontiamo la situazione. Questo è di fondamentale importanza e lo dico perché si sente già dire che il 30 aprile ostetricia e ginecologia saranno già a Novi. Per questo faremo un incontro del distretto tortonese e, dopo, uno insieme anche ai novesi. Gli organi preposti, e questo va evidenziato ed enfatizzato, non devono toccare nulla e devono sospendere qualunque spostamento di servizi fino alla definizione di un piano completo e condiviso della riorganizzazione dei reparti tra Tortona e Novi”.

“Le nostre non sono battaglie campanilistiche – ha concluso il sindaco -. Anche il presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl Al, che non è del nostro distretto tortonese, ritiene inopportuna l’unificazione della Ostetricia e Ginecologia di Tortona con Novi Ligure perché comporterà senza dubbio una ulteriore migrazione di pazienti fuori regione”.

Il documento verrà trasmesso agli altri Comuni della zona nella speranza che possano approvarlo anch’essi

 16 febbraio 2013

consiglio ospedale -L