Ormai da tempo riceviamo mail, telefonate di cittadini residenti in Reg, Carrara Costa, comune di Terzo in occasione delle periodiche e frequenti battute di caccia al cinghiale definite più elegantemente “piani di contenimento”che segnalano la loro preoccupazione legittima in riferimento alla incolumità personale e alle modalità di svolgimento che tali attività venatorie comportano.

La pressione venatoria in tali aree abitate non è più tollerata, anche perché è sufficiente che un agricoltore cacciatore lamentando presunti danni alle colture, mette in moto un meccanismo molto semplice: la Provincia autorizza gli abbattimenti, i danni sono accertati (?) da periti della ATC AL 4. Risultato: il cacciatore agricoltore viene risarcito e può anche uccidere i cinghiali su terreni innevati, in deroga a quanto diversamente disposto dalla legge sulla caccia. I sindaci dovrebbero intervenire per disciplinare tali attività, ma se ne guardano bene dal farlo, essendo spesso ” amici di merende” dei soggetti coinvolti in tali attività.

 

Mail ricevuta il 04 feb 2013 da persona che per ovvi motivi deve rimanete anonima:

“ Nella mia zona, ormai da anni, si crea periodicamente una situazione anomala, soprattutto in presenza di neve sui campi. Noi abitanti della zona subiamo inermi l’invasione di cacciatori anche non della zona che parcheggiano automobili sui nostri terreni privati senza il nostro permesso, sostano lungo la carreggiata della nostra stretta strada ostacolando notevolmente la viabilità e mettendo in difficoltà ed in pericolo gli automobilisti, si appostano così vicino alle case da sentirne distintamente le voci, sparano a ripetizione (si distinguono spari numerosi e conseguenti, non quindi i classici due colpi emessi da una doppietta) anche ben oltre il tramonto (due domeniche fa alle 18,15 sparavano ancora)….avvalendosi delle autorizzazione concesse dalla Provincia di Alessandria. Due domeniche fa io e le mie figlie alle 10,05 di mattina abbiamo assistito alla fuga disperata tra le case di 4 caprioli braccati dai cacciatori. Ieri pomeriggio mi è venuto a cercare un cacciatore della zona, che ha anche dei campi coltivati. Mi ha detto che è la Provincia ad organizzare delle battute di caccia al cinghiale per limitare il diffondersi della specie e che nella nostra zona sono stati avvistati anche due mufloni. Come è possibile questo? Davvero la Provincia anzichè provvedere all’incolumità dei cittadini che pagano regolarmente le tasse, quindi anche i loro stipendi, permettono che vengano assediati da cacciatori invasati e che hanno l’impellente necessità di veder scorrere del sangue? Se gli agricoltori si lamentano di danni subiti sui loro campi da animali, appurano che questi agricoltori non siano cacciatori interessati a fare una carneficina in zona? Controllano che tipo di danni hanno subito e se anche campi di altre persone sono stati danneggiati? Chi ha portato questi animali (ad esempio i mufloni) nella nostra zona? Qui vi è solo un “rio” in una valle inaccessibile se non dalla Statale per Savona. La Provincia non può utilizzare i soldi riscossi dal pagamento delle tasse sui porto d’armi per fare un’assicurazione che risarcisca i danni che gli agricoltori subiscono sui loro campi per colpa degli animali selvatici e/o adottare sistemi per il controllo della specie meno offensivi, soprattutto nelle vicinanze dei centri abitati?

Il cacciatore contadino che ieri mi è venuto a cercare mi ha detto che dopodomani, (6 febbraio, mercoledì), la Provincia ha chiesto ai cacciatori di fare una nuova battuta di caccia al cinghiale nella mia zona. A poco più di una settimana di distanza dalla precedente? Vogliono fare fuori tutta la fauna esistente in zona?

Inoltre, qui nella mia zona in pochi anni si è disboscato notevolmente, togliendo spazio alla fauna e inquinando con l’uso incontrollato di diserbanti, pesticidi e sostanze chimiche (non si vedono neanche più api volare). Come è possibile che avvenga questo senza nessun controllo? Vi ringrazio per la Vostra attenzione e Vi auguro buona giornata.”

Il Capo Nucleo Guardie Zoofile ENPA Piero Rapetti

 11 febbraio 2013