Questa è una città immaginaria.

L’ossigeno di questa città è stato rubato dallo smog.

Le strade di questa città sono dominate dalle auto.

I bambini di questa città non possono andare a scuola da soli, a piedi o in bici; possono solo giocare dentro appositi recinti, guardati a vista da nonni o genitori.

I disabili di questa città sono invisibili: non escono, non prendono mezzi pubblici o treni; non sono autonomi per via dei troppi ostacoli.

I soldi di questa città sono stati sperperati, nel corso del tempo, da amministratori spregiudicati e così, adesso, molti dipendenti pubblici rischiano di non avere un futuro.

Parecchi cittadini di questa città si sono rassegnati. Alcuni di loro hanno smesso di amarla. Altri non la rispettano più. Diversi sono totalmente indifferenti..

Ma non tutti.

Molti si impegnano in progetti importanti, che aiutano a sperare.

Poi c’è anche chi cerca di far rinascere la città con il proprio comportamento, nella quotidianità dei propri gesti, partendo dal rispetto delle regole e pretendendolo; anche nei quartieri più degradati dell’immaginaria città.

Eppure quanta amarezza per costoro!

Due semplici, tristi, esempi.

Il primo.

Davanti alla scuola, disprezzata – a torto – da molti abitanti di questa città, moltissimi sono gli automobilisti in sosta, alcuni con il motore acceso, incuranti dei bambini che si recano o escono dalle classi e respirano i gas di scarico e le micidiali polveri sottili. C’è chi prova a chiedere ai vigili di far spegnere i motori.

Invano Non accade nulla. Anzi, da precisi comportamenti di chi è chiamato ad intervenire, si percepisce una non celata insofferenza alle segnalazioni.

Allora si tenta di sensibilizzare i genitori motorizzati, ma in questo caso si ricevono veri e propri insulti.

Il secondo.

In una via vicina alla scuola, accuratamente evitata dagli amministratori e dai cittadini rispettabili di questa immaginaria città, sono state cancellate tre fermate dell’autobus perché una banda di “teppistelli” della zona ha compiuto pesanti atti vandalici contro alcuni mezzi pubblici.

L’azienda che li gestisce informa che la soppressione è avvenuta per motivi di ordine pubblico.

Dunque una sorta di punizione per tutti i residenti.

Perché i responsabili dell’ordine di questa immaginaria città non hanno invece deciso di aumentare i controlli della zona, al fine di prevenire altri comportamenti così deprecabili? Deviando il percorso dei mezzi pubblici, si sono dimenticati degli anziani della via e della loro fatica a camminare in questa, per fortuna, immaginaria città.

 Daniela Pestarino – gliamicidellebici FIAB Alessandria

 20 febbraio 2013