Un’ora di intervento del direttore dell’Asl, Paolo Marforio, per dire cose risapute ed essere accusato di scarsa trasparenza con il pubblico che più volte ha rumoreggiato perché ha avuto solo risposte parziali e ritenute fumose sul futuro dell’ospedale. Questa in sintesi la deludente assemblea pubblica che si è svolta lunedì sera e che avrebbe dovuto far chiarezza sul futuro degli ospedali di Tortona e di Novi Ligure, ma che invece si è risolta non solo con un nulla di fatto, ma con idee apparse confuse da parte della dirigenza dell’Asl e solo con un’unica certezza: i cittadini saranno gli ultimi a conoscere cosa li attende, perché gli organi di informazione saranno informati già a cose fatte. Lo fatto capire lo stesso direttore dell’Asl.

Carabetta, Berutti, Marforio

Carabetta, Berutti, Marforio

“Ci sono delle procedure da seguire – ha detto Paolo Marforio all’assemblea – finora non abbiamo divulgato nulla perché è stato lo stesso assessore regionale alla sanità a vietarcelo. Il Piano di fusione dei due ospedali verrà prima presentato ai sindaci, poi alle rappresentanze dei sindaci dei vari Distretti sanitari, poi avremo incontri con i delegati degli ordini professionali e poi con gli operatori sindacali.”

Alla domanda del perché tenere all’oscuro la popolazione Marforio ha replicato che i soggetti sopra elencati ed in particolare  sindaci e sindacati in realtà rappresentano la popolazione perché è la gente che li ha scelti o votati e che comunque, questa è la procedura che l’Asl ha scelto di seguire.

 

SCARSA TRASPARENZA: VERGOGNA

Non solo chi scrive, ma diverse persone del pubblico hanno accusato l’Asl di scarsa trasparenza nel gestire una situazione destinata a ricadere sulla testa dei cittadini che ancora una volta saranno costretti a spese e disagi per recarsi a Novi Ligure.

I primi sono già in atto: nelle scorse settimane la direzione dell’Asl ha trasferito tre reparti da Tortona a Novi Ligure senza dare comunicazione alla gente tramite degli organi d’informazione: urologia, oculistica e laboratorio analisi.

Decisioni prese d’imperio quasi da un giorno all’altro e non sappiamo neppure se l’Asl (o la direzione sanitaria) abbia avuto la delicatezza almeno di informare il Comune.

Questa mancanza di informazione è stata sottolineata più volte durante la riunione di lunedì sera.

 

LE UNICHE CERTEZZE

Nel lungo e a tratti inutile intervento che avrebbe potuto essere riassunto in cinque minuti ed è durato un’ora, Marforio, ha ribadito che visto che entrambi gli ospedali dovranno essere sede di DEA (Dipartimento emergenza ed accettazione) di primo livello cioè dotati di Rianimazione, per poter funzionare correttamente ognuno dovrà avere al seguito, i reparti di chirurgia, medicina, ortopedia, cardiologia, unità coronarica, radiologia, diagnostica radiologica e neurologia.

Questi reparti quindi, continueranno a funzionare sia a Tortona che a Novi Ligure

Marforio ha confermato che il punto nascite verrà trasferito a Novi Ligure perché Tortona non raggiunge i 500 parti all’anno, e all’osservazione del presidente del consiglio Franco Carabetta e di molti presenti circa l’aumento dei costi per gli utenti che dovranno spostarsi a Novi Ligure e la mancanza di collegamenti ferroviaria tra le due città perché Trenitalia ha smantellato la linea il Direttore dell’Asl ha ribadito che questi non sono problemi che competono all’Azienda Sanitaria.

 

ALTRE DICHIARAZIONI CHE HANNO LASCIATO DI STUCCO

Paolo Marforio

Paolo Marforio

Marforio è stato chiaro: “L’Asl di Alessandria – ha detto – ha un bilancio in pareggio reale, senza artifici contabili, ma siccome dipende dall’Asl regionale è stata inserita nel Piano Sanitario, un Piano che si fa per migliorare la situazione finanziaria preoccupante. Pensare che non si debba mettere mano ai servizi pubblici è illusorio. In un momento di contrazione economica come questo non si può investire sul territorio se non si riduce la spesa ed è quello che vogliamo fare ed è per questo che si rivede la rete ospedaliera”

Marforio ha detto che ogni l’anno Asl di Alessandria spende 6 milioni di euro per mobilità passiva verso altre Asl cioè per pazienti che scelgono di recarsi per visite o interventi chirurgici fuori provincia e che gran parte di questa spesa interessa proprio i distretti sanitari di Tortona e Novi Ligure, ma quando il pubblico gli ha fatto notare che togliendo il punto nascite di Tortona molte donne andranno a partorire a Voghera, aumentando ulteriormente la spesa di mobilità passiva, lui ha risposto: “Lo sappiamo, abbiamo messo in preventivo che unendo gli ospedali di Tortona e Novi Non ci saranno 900 nascite che è l’unione dei due ospedali, ma forse soltanto 700,  speriamo di recuperare queste nascite col tempo.”

Scarse risposte, invece, per quanto riguarda la continuità assistenziale, l’assistenza domiciliare o la fisioterapia: le parole  di Marforio sono apparse fumose e poco chiare, in perfetto stile politichese.

Angelo Bottiroli

 29 gennaio 2013

Una parte del pubblico presente