Nei gironi scorsi, presso il Comando dei Vigili urbani si è presentato un residente nella frazione Popolo, denunciando il tentativo di avvelenamento del proprio cane che, mentre era condotto su un’area verde privata di comune uso ad un complesso abitativo della frazione, ingeriva due pastiglie di veleno per topi depositate sul manto erboso.

Soltanto il tempestivo intervento di un veterinario, che provvedeva a fare espellere al cane le esche per via orale, ha salvato l’animale da morte certa per la conseguente emorraggia che si sarebbe sviluppata.


L’immediato intervento della vigilessa di quartiere, la conoscenza del territorio e le indagini successivamente compiute hanno permesso in poche ore di trovare un’altra esca intatta in quella zona e di risalire al presunto responsabile del deposito: un pensionato residente nel quartiere.

Sulla base degli elementi acquisiti dalla Polizia Locale, la Procura della Repubblica ha così emesso un decreto di perquisizione nei confronti del presunto responsabile.

La perquisizione, eseguita dagli operatori della Polizia Locale nell’abitazione del presunto responsabile, ha portato al rinvenimento di un numero consistente di esche per topi uguali a quelle ingerite dal cane e a ritrovata nella zona.

L’uomo davanti all’evidenza dei fatti ha così dovuto ammettere di essere il responsabile del deposito delle esche, giustificando la propria azione con la finalità esclusiva di proteggere dai topi un piccolo orto da lui realizzato; assicurando che non avrebbe compiuto più atti analoghi in futuro.

La posizione del pensionato, in relazione alla consapevolezza del proprio comportamento potenzialmente lesivo della salute di animali e anche di quella umana, è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

 15 gennaio 2012