Pubblichamo di seguito la lettera “aperta” che Paola Re, nota ambientalista locale rivolge al Comune di Alessandria.

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Spettabile Comune di Alessandria,

ho appreso con dispiacere che dal 16 al 20 Gennaio 2013 si svolgeranno ad Alessandria i  campionati italiani di avicoltura, con l’esposizione di oltre 1500 gabbie nelle quali saranno rinchiusi gli animali in gara.

Paola Re nota ambientalista locale

Il mio dispiacere è stato preceduto dallo stupore poiché il Comune di Alessandria si è mostrato in più occasioni sensibile alla tutela dei diritti degli animali.

Inoltre l’Assessore al welfare animale Gianni Ivaldi mi ha dato l’impressione di essere una persona particolarmente impegnata in questa problematica.

Per sapere qualcosa in più sulla FIAV, la Federazione ItalianaAssociazioni Avicole che organizza l’evento, ho visitato il loro sito web www.fiav.info

Riporto alcune notizie che mi hanno fatto riflettere e che vorrei facessero riflettere il Comune.

 Statuto della FIAV
Articolo 2
La Federazione..si prefigge di propagandare l’amore e la conoscenza degli uccelli e del loro habitat e, per tramite dei singoli allevatori soci delle associazioni federate, di diffondere i sistemi del loro corretto allevamento – sia a scopo ornamentale che espositivo – riproducendo anche soggetti altrimenti in via d’estinzione e selezionando nuove razze e/o colorazioni; si interessa, quindi, della loro protezione e dei connessi problemi ecologico-ambientati.
 Regolamento delle mostre della FIAV
Articolo 2

Le manifestazioni riconosciute dalla FIAV hanno lo scopo di:
1. favorire l’incontro tra gli interessati agli aspetti, anche culturali, dell’allevamento degli avicoli di razza pura;
2. consolidare il vincolo associativo tra gli allevatori;
3. diffondere tra il pubblico la conoscenza degli avicoli di razza pura ed il loro allevamento;
4. promuovere l’allevamento ed il miglioramento delle razze pure ed in particolare di quelle italiane.

Mi chiedo come si faccia a propagandare l’amore e la conoscenza degli uccelli e del loro habitat, presentando quelle povere bestiole in gabbia, uno spazio angusto, limitato e oppressivo, un insulto alla libertà e alla dignità dell’animale.
Riguardo lo scopo ornamentale ed espositivo, chi conosce, ama e tutela gli animali sa che lo scopo della loro vita è molto lontano da questo.

L’espressione selezionando nuove razze riporta il mio pensiero a tristi periodi storici. Qualcuno pensa, trattandosi di animali, che il paragone non sia opportuno ma il razzismo esiste tra gli umani e tra gli animali. Nella classifica degli orrori, si può anche affermare che il primo sia peggio del secondo ma credo che abbiano le stesse radici e soprattutto credo che siano da condannare entrambi senza se e senza ma.

La FIAVinsiste in più punti delle sue carte sul concetto di razza pura e la cosa mi fa rabbrividire.

La settimana successiva alla manifestazione sarà celebrato il Giorno della Memoria. Mi auguro che il Comune di Alessandria rifletta sul fatto che non sia così fuori luogo tracciare un parallelo tra le due forme di razzismo.

Forse siamo ancora troppo lontani da una presa di coscienza che rispetti la vita in ogni sua forma, ma qualcosa sta cambiando: se ne rendono conto le persone che come me vivono quotidianamente questo ideale.

 Regolamento della FIAV

Articolo 10

I soggetti esposti saranno sorvegliati da apposito personale. Il C.O. declina ogni responsabilità su eventuali furti, fughe, decessi o malattie da “stress” e similari contratte nel corso della manifestazione.
I soggetti feriti o ammalati saranno allontanati e posti in apposito spazio per ricevere le cure del caso, sentito il parere dell’addetto sanitario.

 

La FIAVmette in conto che gli animali si possano ammalare da stress: allora questi campionati non sono proprio una passeggiata… Certo, anche gli atleti possono ammalarsi da stress ma la differenza è che gli atleti scelgono il proprio destino, gli animali no. Il destino di moltissimi animali è programmato dall’uomo che si è arrogato questo diritto senza fare il minimo sforzo per conquistarlo: è un’attribuzione puramente arbitraria, la stessa di cui un tempo si vantavano i bianchi sui neri e gli schiavisti sugli schiavi. La schiavitù e il razzismo sono stati col tempo condannati dalla legge ma pochi avrebbero immaginato tale condanna: quei pochi erano idealisti, avevano un sogno.

Per sognare questa rivoluzione nel rapporto tra l’uomo e l’animale bisogna essere idealisti e io lo sono.

Non parteciperò a questa manifestazione, invitando tutti a boicottarla, a manifestare il loro dissenso in modo civile e consapevole affinché le istituzioni capiscano che il pubblico sta dalla parte degli animali. Liberi.

Cordiali saluti.

 Paola Re

11 gennaio 2013