Non ci vuole una volpe per capire come sta andando l’economia di Tortona, cioè malissimo. Sono mesi che dalle colonne di questo giornale lanciamo l’allarme sulla grave situazione in cui si trova la città e tutto il Tortonese, senza che nessuno si sia fatto avanti ed abbia avanzato eccezioni o proposte.

Ora, con queste feste natalizie, si può dire che il baratro è vicino: il commercio cittadino, secondo molti addetti, ma anche secondo alcuni dirigenti dell’Unicom, segnala una diminuzione delle vendite, rispetto allo scorso anno, che oscilla da un minimo di 30 ad un massimo del 50% a seconda delle tipologie merceologiche.

Una diminuzione sentita soprattutto in queste feste natalizie che aggiunto al 30% dello scorso anno va a toccare la cifra del 50%.

Negli ultimi due anni, quindi, gli incassi dei commercianti sono praticamente dimezzati.

Per rendersene conto è sufficiente passeggiare lungo le vie della città soprattutto sabato pomeriggio (giornata notoriamente dedicata allo shopping) e dare un’occhiata all’interno dei negozi che sono quasi tutti vuoti. In alternativa si può passeggiare in via Emilia, corso Montebello, Cavour e nelle altre strade dello shopping e contare i negozi vuoti o sfitti: solo nel centro storico sono circa un trentina.

COSI’ NON SI PUO’ ANDARE AVANTI

La situazione è al limite, non solo per i commercianti, ma per tutti i tortonesi perché se muore il commercio in centro, muore anche la città.

Non abbiamo ancora i dati sottomano, ma chi frequenta Tortona non ha potuto fare a meno di osservare quanti negozi hanno cambiato ubicazione, magari spostandosi in zone meno frequentate della via Emilia per risparmiare sull’affitto, o notare i continui cambi di gestione, o ancora negozi che effettuano vendite promozionali anche nel periodo natalizio. Tutto pur di incrementare gli incassi sempre più asfittici.

L’economia tortonese è in ginocchio e non stiamo parlando solo di negozi, ma di tutto un sistema che boccheggia da anni e prossimo allo sfascio se non si interviene invertendo la tendenza.

 

COSA PUO’ FARE IL COMUNE?

Dicembre, sabato pomeriggio, portici deserti e negozi vuoti

Anche se dal municipio continuano a dire che non hanno alcun potere per invertire la rotta e dare una svolta all’economia tortonese, in realtà non è così, perché se volessero, dal Comune, potrebbero fare davvero molto.

Lo abbiamo detto molte volte e lo ripetiamo ancora oggi: Tortona non può più risollevarsi basandosi sulle proprie forze, è necessaria una svolta, magari puntando allo sviluppo turistico.

C’è la possibilità di trasformare la città in un polo turistico domenicale, di richiamare gente proveniente da fuori, almeno dalle città vicine.

E questo, malgrado in Comune dicano che non è vero, si può fare organizzando manifestazioni con poca spesa. Un manifestazione ogni domenica, in modo da rivitalizzare la città, incrementando gli incassi dei negozi anche grazie alla presenza di persone provenienti da fuori.

Il tutto ovviamente, a condizione che i negozianti cambino politica ed abbassino i prezzi perché fino a quando lo stesso prodotto si trova a prezzi inferiori in altre città vicine, il commercio tortonese è destinato a morire, con o senza manifestazioni domenicali.

Abbiamo indicato come fare per organizzare una manifestazione ogni domenica, nei vari articoli sul Piano di Rilancio che trovate in “Tortona il Rilancio” nella sezione TAG. Articoli che vi invitiamo a rileggere perché si tratta di un progetto fattibile e a basso costo, reso ancor più concreto dal possibile utilizzo di dipendenti comunali che potrebbero essere destinati all’uopo.

Tante manifestazioni con poca spesa, che si possono organizzare facilmente. Noi sapremmo come fare e abbiamo indicato al Comune come muoversi e chi contattare per organizzarle e dare un segnale forte per rendere la città un polo turistico in grado di richiamare gente.

Purtroppo sindaco e assessore alla cultura continuano ad arroccarsi sulle loro posizioni, asserendo che per organizzare manifestazioni ci vogliono soldi.

Ci spiace contraddirli e chi legge i nostri articoli sul rilancio se ne rende conto: ci vuole solo impegno e buona volontà, quella che però, non tutti possiedono o non hanno voglia di usare.

 24 dicembre 2012