Nicola Giorgione

L’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha superato a pieni voti le verifiche ispettive dell’ente esterno che provvede a rilasciare la certificazione di qualità alla struttura ospedaliera, senza riscontrare non conformità.

La certificazione di qualità, riconosciuta ai sensi della norma UNI EN ISO 9001, come ricorda Roberta Bellini, dirigente della struttura Sviluppo Strategico, Innovazione e Qualità, è passata negli anni da un approccio burocratico ad uno professionale, sempre più attento al percorso del paziente e l’Azienda Ospedaliera, che ha iniziato il proprio percorso di qualità fin dal 1998, conta oggi 69 strutture certificate.


Chiediamo qualche delucidazione in più a Nicola Giorgione, Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera.

Giorgione, perché è importante essere avere la certificazione di qualità per l’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo?

E’ un risultato importante per i professionisti, impegnati in questo approccio che tende sempre di più a valorizzare in qualità e sicurezza i percorsi di cura per i pazienti. Ma la certificazione di qualità non è un pezzo di carta. Sotto questa indicazione vi è un metodo di lavoro, condiviso tra gli operatori, che pone al centro la sicurezza del paziente, definendo le attività in modo uniforme”.

 

Cosa significa quindi entrare in un’ Azienda certificata?

Significa entrare in un luogo controllato e sicuro, dove la strada del paziente viene disegnata in tutte le sue possibili direzioni in riferimento ai dati clinici: ciascun operatore, anche di strutture diverse, sa cosa deve fare e le incongruenze del percorso non ricadono sul paziente.

 

Ci faccia alcuni esempi

Qualità vuol dire che il carrello dei farmaci inreparto viene controllato quotidianamente; che ai pazienti viene garantita la sicurezza nelle trasfusioni attraverso un bracciale bar-code utile per la tracciabilità del sangue; prima di ogni intervento chirurgico esistono protocolli mirati a verificare ogni azione legata al controllo del dolore, del sito chirurgico, della correttezza dello strumentario, ecc; che viene posta particolare attenzione all’informazione data prima di ogni intervento e di ogni esame.

 

E il paziente?

Viene ascoltato e le sue segnalazioni non vengono lasciate cadere,unitamente ai risultati realizzati, che rappresentano elementi di valutazione nelle scelte cliniche ed organizzative. Tutto ciò nella consapevolezza che il percorso più semplice e più corretto porta naturalmente verso un utilizzo più consapevole del sistema, ma anche più appropriato. Infatti, sia paziente che professionista sanno cosa si deve, serve ed è importante fare. Questo non è un aspetto secondario, anzi la pianificazione e la programmazione sui possibili correttivi da intraprendere sono proprio l’elemento che permette al sistema di migliorare.

4 dicembre 2012