“Nell’odierna riunione dell’Osservatorio ambientale per il Terzo valico ferroviario dei Giovi si è riproposto il problema già ampiamente denunciato dagli enti locali circa l’anomalia nella funzionalità di questo organismo, da me già denunciata in Parlamento. Intanto, è improprio che le riunioni si svolgano a Roma in sede ministeriale, mentre sarebbe invece opportuno che le stesse avvenissero sul territorio in una sede individuata fra Genova ed Alessandria. Bisogna che questo organismo interagisca con gli enti locali e che si faccia carico delle problematiche esistenti in un confronto costante con le istanze territoriali. Questa d’altronde è la richiesta avanzata dalla Provincia di Alessandria a nome di tutti i comuni e che la Regione Piemonte ha fatto propria. Nella delibera del Consiglio provinciale erano state sottolineate tutte le problematicità di ordine ambientale e trasportistico su cui è urgente fare chiarezza mentre si stanno avviando gli espropri e allestendo i cantieri. Non è perciò accettabile che all’Assessore provinciale intervenuto alla seduta odierna sia stato impedito di assistere allo svolgimento dei lavori, dopo l’illustrazione dei contenuti della delibera provinciale. L’Osservatorio, presieduto in modo burocratico da un funzionario estraneo al contesto territoriale ligure-piemontese, deve diventare la sede in cui è possibile una concertazione effettiva fra soggetto attuatore e rappresentati delle regioni e degli enti locali. I cittadini attendono risposte, soprattutto per l’impatto ambientale dei cantieri, a cominciare dal tema dell’amianto e delle falde acquifere: su questo deve esserci un dibattito pubblico aperto e trasparente, non un confronto chiuso nelle stanze romane. Sulla vicenda presenterò un’interrogazione urgente per ottenere dal Governo risposte adeguate”.

Mario Lovelli

28  novembre 2012