La crisi finanziaria, che ha investito il Comune portandolo al dissesto, obbliga tutti i cittadini ad uno sforzo corale che recuperi il senso dell’appartenenza, senza un apporto di tutti continueremo a recriminare sulle responsabilità passate, senza andare a ricercare le cause che hanno portato alla situazione attuale.

C’è uno squilibrio nella gestione corrente del Comune che va corretta in termini drastici onde evitare che la situazione peggiori giorno per giorno, la cura non può essere indolore, toccherà a tutti i cittadini con i maggiori costi sulle tariffe e ai dipendenti diretti o indiretti del comune a pagarne i costi.


Il compito dell’Amministrazione Comunale è non isolarsi dalla Città, ma coinvolgerla parlando il linguaggio della verità e della trasparenza, nel contempo occorre preparare un piano di profonda trasformazione della macchina comunale e delle sue partecipate per ridarle efficienza e qualità nell’erogazione dei servizi ai cittadini, nei bilanci non c’è la voce sprechi ma questi ci sono e vanno eliminati e chi li conosce meglio di tutti sono gli stessi dipendenti che vanno coinvolti nella riforma dell’organizzazione comunale.

Il dialogo tra Amministrazione e dipendenti e le sue organizzazioni sindacali è indispensabile per evitare forme di protesta che non risolvono il problema ma danneggiano solo la Città, dobbiamo rilevare che mentre il Sindaco si sta spendendo, non possiamo dire di certe dichiarazioni di qualche assessore che il Sindaco non deve difendere ma richiamare ad un gioco di squadra responsabile, senza gettare benzina sul fuoco.

I dipendenti e i sindacati devono trovare forme per farsi ascoltare, senza fare mancare i servizi alla città, non dimenticando mai che gli occhi di tutta Italia sono focalizzati su di noi ed eventuali aiuti potranno arrivare se daremo un’immagine dignitosa e di capacità a risolvere i nostri problemi, meritando l’aiuto richiesto e invogliare imprenditori a investire nella nostra Città.

Non c’è più tempo per le parole, è necessario mettere in atto un piano di risanamento in tempo reale, riducendo i costi correnti e ripartendoli con un patto di solidarietà tra tutti per il tempo necessario alla sua realizzazione e nel contempo occorre usare tutte le competenze interne alle aziende per ampliare le proprie attività verso l’esterno. Tant’è vero che Amag, Amiu ed Atm hanno al loro interno risorse e qualità in grado di produrre nuovi servizi e produrre nuove entrate e garantire nuovo lavoro, evitando l’effetto depressivo che nella fase iniziale comporta il piano di risanamento.

Va anche detto con forza, dicendo la verità, che queste aziende devono fare una loro ristrutturazione per essere più produttive, ma che l’attuale mancanza di liquidità nasce dai mancati trasferimenti del Comune, questa verità non va nascosta ai cittadini, ma va evidenziata per rendere chiaro chi ha maggiori responsabilità.

Parlare chiaro è la condizione per chiedere alla comunità alessandrina di non stare a guardare, perché oltre a pagare gli aumenti tariffari dovrà dare un suo contributo nel mantenere dignitosa la Città, che è di tutti e non solo di chi è pagato per tenerla in ordine.

Le associazioni di categoria prendano iniziativa per coinvolgere i propri associati a non lasciarsi deprimere dal momento difficile e tutti assieme ridiamoci una speranza, Alessandria ritrovi la forza dei suoi tempi migliori.

I partiti battano un colpo, ritornino a essere cervelli pensanti, creino un luogo di discussione per contribuire a fare uscire la Città dalle secche in cui si trova, i Socialisti ci sono, assieme costruiamo una nuova idea di Città e i luoghi della partecipazione democratica.

Partito Socialista Italiano – Federazione Di Alessandria

 13 novembre 2012