Percepire uno stipendio di assessore provinciale di 2.365 euro netti al mese e ricevere un rimborso spese superiore. Capita anche questo in Provincia di Alessandria. Ed è capitato diverse volte, così come è capitato che gli assessori, rispetto allo stipendio erogato dall’ente, incassino rimborsi spese davvero importanti.

Negli ultimi 9 mesi, da novembre 2011 a luglio 2012, infatti, la Provincia di Alessandria, oltre a versare ad ognuno dei 9 assessori uno stipendio netto di 2.365 euro o di 2.784 euro (a seconda del prelievo fiscale sulla cifra lorda di 3.813 euro al mese) ha dovuto sborsare altri 113 mila euro.

Giancarlo Caldone

Quello che ha ricevuto più rimborsi di tutti, fra gli assessori, è stato Giancarlo Caldone, 55 anni, residente a Volpedo che in 9 mesi – stipendio di assessore a parte – ha ricevuto oltre 20 mila euro di rimborso spese.

Dietro di lui a ruota c’è l’assessore Raffaele Breglia, 41 anni, di Castelnuovo Scrivia con poco meno di 20 mila euro, mentre al terzo posto c’è Cesare Miraglia, alessandrino residente alla frazione Mandrogne con oltre 16 mila euro di rimborso spese.

Seguono Massimo Barbadoro di Bassignana con circa 15 mila euro, Lino Rava, di Tagliolo Monferrato con circa 11 mila euro, Carlo Massa di Gavi con 10 mila euro, Gianfranco Comaschi di Trisobbio con oltre 6 mila euro, Graziano Moro di Novi Ligure con poco più di cinquemila, poi Maria Grazia Morando e Rita Rossa con poche migliaia.

A queste somme, ovviamente, va aggiunto lo stipendio mensile percepito da ogni assessore

Fanalino di coda, in tema di rimborsi spese, è il presidente della provincia di Alessandria, Paolo Filippi, che negli ultimi nove mesi, a quanto pare, ha chiesto un rimborso soltanto pari ad un centinaio di euro. Il presidente però non può lamentarsi: il suo stipendio mensile lordo è di 5.867 euro al mese che al netto delle tasse fa 3.400 euro.

 

UN PRIVILEGIO DELL’ASSESSORE: LA BENZINA PAGATA

Raffaele Breglia

Ma perché tutti questi rimborsi? Da cosa derivano?

Per capire meglio come funzionano le cose, abbiamo chiesto lumi a Gian Alfredo De Regibus, Dirigente responsabile del Settore Affari Generali ed Istituzionali della Provincia di Alessandria: “gli assessori provinciali – ci ha detto De Regibus – hanno diritto ad essere rimborsati ogni qualvolta dalla loro abitazione raggiungono la sede provinciale. Se vengono in auto possono chiedere il rimborso chilometrico, che in base alla normativa in vigore equivale ad un quinto del prezzo al litro della benzina verde per ogni Km di strada percorso, quindi circa 40 centesimi a Km. Poi ovviamente nelle spese che vengono rimborsate agli assessori sono comprese anche eventuali missioni, che vanno quantificate di volta in volta a seconda degli spostamenti che ognuno effettua.”

Altra agevolazione per gli assessori è la possibilità di parcheggiare all’interno della sede provinciale senza essere costretti a cercare un parcheggio a pagamento in città.

 

GLI ASSESSORI SPESSO IN MISSIONE QUINDI?

Massimo Barbadoro

Stando alle dichiarazioni del dirigente, quindi, appare evidente che la maggiorparte degli assessori provinciali, siano spesso in missione per l’ente. E questo non può che essere considerato un bene perché significa che hanno veramente a cuore le sorti della provincia di Alessandria e si adoperano per fare in modo che tutto funzioni al meglio.

Non sappiamo quante volte vadano in missione per conto della Provincia, sappiamo però, a grandi linee, quanto percepiscono come rimborso spese per recarsi dalla loro abitazione alla sede provinciale in piazza Libertà: Cesare Miraglia che è il più vicino circa 8 euro a viaggio (Mandogne andata e ritorno 20 Km), Massimo Barbadoro 16 euro (Bassignana andata e ritorno 40 Km), Lino Rava 36 euro (Tagliolo Monferrato a/r 90 km), Gianfranco Comaschi 33,6 (Trisobbio a/r 84 km), Carlo Massa 30 euro (Gavi a/r 76 Km), Graziano Moro 20 euro (Novi ligure a/r 50 km), Raffaele Breglia 30 euro (Castelnuovo Scrivia a/r 76 km) e Giancarlo Caldone 27 euro (Volpedo a/r 66 km).

 

RIMBORSI SUPERIORI ALLO STIPENDIO?

Cesare Miraglia

Effettivamente in certi casi, a quanto pare, è accaduto proprio così: ci risulta, infatti che nel mese di dicembre 2011 l’assessore Giancarlo Caldone avrebbe chiesto oltre 2.900 euro di rimborso spese, così come a gennaio e a febbraio, mentre a marzo avrebbe chiesto poco più di 2700 euro ed anche ad aprile, cifre che però sarebbero drasticamente diminuite nei mesi successivi restando comunque sempre intorno a circa 1.500 euro mensili di rimborso spese.

Raffaele Breglia, invece, a quanto pare, avrebbe chiesto 4 rimborsi da oltre 800 euro a dicembre, oltre 1.300 euro a gennaio, oltre 3 mila a febbraio e 1.500 a marzo e così via. Rimanendo tra gli assessori con rimborsi spese tra i più elevati segnaliamo quelli che avrebbe percepito l’assessore Massimo Barbadoro: circa duemila euro nel mese di dicembre, oltre 2.100 a gennaio, oltre 1.900 a febbraio; Lino Rava, invece oltre 1.500 a dicembre, poco meno a gennaio; oltre 1.500 a marzo e maggio. A seguire tutti gli altri con cifre inferiori.

Ovviamente, come detto, tutti questi consistenti rimborsi-spese non possono che essere accolti positivamente perché significa, evidentemente, che gli assessori provinciali hanno svolto attività istituzionale e si sono adoperati a favore della provincia di Alessandria.

Crediamo che questa sia l’ennesima dimostrazione che Mario Monti si sbaglia, che le province hanno un ruolo e una certa importanza e meritano quindi di restare in auge e di non essere soppresse.

Le continue missioni e le spese prima sostenute dai nostri assessori e quindi rimborsati loro dall’ente, dimostrano una consistente attività, un impegno verso la collettività che non può e non deve essere cancellato.

Angelo Bottiroli

 7 settembre 2012