Theron

Charlize Theron

Stewart

Kristen Stewart

Quello che viene programmato nelle sale cinematografiche italiane è il secondo film, quest’anno, dedicato alla fiaba di Biancaneve, ma se quello con Julia Roberts era la trasposizione cinematografica della classica fiaba dei fratelli Grimm, molto fedele all’originale, questo è tutt’altra cosa.

La fiaba di Biancaneve, qui rappresenta solo il pretesto per realizzare un grande film fantasy, di buona ed indiscutibile fattura, anzi, a tratti, addirittura eccezionale.

Certo, gli elementi principali come la regina cattiva, i nani, la mela, lo specchio, ci sono tutti, ma la trama è molto più complessa di quella della semplice fiaba: qui troviamo la regina alle prese con la magia nera, un castello conquistato dai soldati cattivi guidati dal fratello della regina, personaggio che in realtà, nella fiaba non esiste: troviamo un ruolo inedito del cacciatore che è qualcosa di molto più importante della pallida figura narrata nella fiaba, così come il principe.
Troviamo una Biancaneve tutt’altro che sprovveduta, molto scaltra, che a poco a poco diventa sempre più abile, una giovane ragazza moderna catapultata nella realtà medioevale come una Giovanna d’Arco, abilmente interpretata da Kristen Stewart, bella ragazza, molto espressiva, splendidi occhi, ma coi dentoni da coniglio, il cui paragone con l’abile e superba Charlize Theron non può reggere, anche se nella fiaba è Biancaneve la più bella del reame.

Così come non può reggere il paragone tra le due attrici nella recitazione: brava la Stewart che interpreta alla perfezione la parte non facile di questa nuova Biancaneve, ma veramente superba e spettacolare la Theron, in una parte difficile, della regina, consumata tra la vendetta e il lato oscuro della magia, quella nera.

Splendide alcune scene che vedono la regina cattiva da sola, nel castello, alle prese con lo specchio e con i suoi pensieri malvagi.

Non ricordiamo un’interpretazione così forte ed intensa della bella attrice sudafricana di 37 anni, al massimo della sua carriera.

Il regista Ruper Sanders spiega ad una concentrata Charlize Theron la scena che deve recitare

Un’interpretazione superba che da sola vale il prezzo del biglietto.

Poi c’è l’attore maschile principale, il 28enne australiano, Chris Hemsworth, astro nascente del cinema americano che abbiamo già appezzato in Thor e The Avengers che dimostra di essere bravo anche in parti leggermente diverse da quelle dello spaccone super eroe.

Un altro aspetto che contraddistingue “Biancaneve e il cacciatore” sono i costumi e la scenografia.

I costumi sono stati scelti con molta meticolosità: prettamente medioevali, fedeli anche nei particolari a questo periodo storico, ad eccezione ovviamente di quelli della regina malvagia, molto più moderni, lunghi, di color oro o neri, che ”staccano” da tutti gli altri.

Si vede che non appartengono a quel periodo storico preso in esame, ma ci sta, la regina è il personaggio principe, è lei l’incarnazione del male e lei può fare e disfare tutto che può essere qualsiasi cosa: carne umana o corvo.
La scenografia infine è spettacolare: anche questa da sola, vale il prezzo del biglietto: scegliere un castello sul mare che può essere raggiunto solo quando c’è la bassa marea è un’idea eccezionale perché consente di realizzare paesaggi fantastici con mare calmo, ma soprattutto in burrasca con l’aria piena di goccioline e le onde spumeggianti.

Il castello tradizionale, quello sulle montagne, lo troviamo lo stesso: è quello del principe, anche se qui il principe della fiaba è solo un nobile, ma non poteva mancare nella  fiaba di Biancaneve, no?

Poi ci sono splendidi paesaggi di montagne, il bosco in tutti i suoi aspetti: incantato, stregato, funesto, in estate, autunno e inverno.

Il bosco è uno dei protagonisti del film: grandiosa scenografia.

E poi le corone: mai viste così tante corone reali in un film, ce ne sono di tutti i tipi: splendide, adatte ad ogni scena.

Alla fine, insomma, un gran bel film fantasy, sicuramente da vedere ed apprezzare per tutto ciò che abbiamo scritto, ma anche per l’incredibile finale, una vera e propria ciliegina sulla torta.

Complimenti al giovane regista, Rupert Sanders, al suo primo film: e se il buongiorno si vede dal mattino…….

Angelo Bottiroli

 22 luglio 2012