Buonasera Direttore,

ho avuto modo questa sera di leggere gli ultimi articoli di Tortona e mi è purtroppo scappato senza volerlo un sospiro ed un leggero sorriso. Quasi un segno di resa nei confronti del motto “chi fa, sarà criticato”. La riflessione che vorrei fare è molto al di sopra delle parti, almeno cosi credo io, e Lei e gli altri lettori potranno se vorranno confermare o meno questa sensazione che non da torto a nessuno.

So che ovviamente, chiaramente, pubblicare un articolo o dall?altro canto inviare una lettera ad una redazione significa avere del testo scritto che nella maggior parte delle volte arriva privo del “tono” che contraddistingue qualunque discorso parlato pero mi sembra che ormai il rapporto stampa-lettore si stia sempre più estremizzando all”analisilegale” dei testi, tirando fuori dai contesti delle combinazioni di parole su cui rispondere, su cui polemizzare, su cui costruire qualcos?altro che a volte addirittura esce completamente da binari.

Vengo al sodo con qualche esempio, che mi auguro in relazione a quanto premesso venga accettato dal giornale e dai suoi lettori, tra cui ci sono anche io.

Oggi ho letto la notizia del nordafricano e della vigilessa: il primo commento è stato, oltretutto conoscendola di vista, che quella donna è un’ausiliaria e quindi in ogni caso non ha la possibilità e il titolo per intervenire in quel contesto. Mi è sembrato pero chiaro e limpido che (una volta che la direzione del giornale valuta l?idoneità dell?argomento alla pubblicazione) l’articolo volesse descrivere di tutto fuorché una denigrazione professionale di una persona che lavora. Dall’altro lato ho però pensato che lo scritto letterale del titolo cosi messo “il nordafricano forse vende merce contraffatta la ma vigilessa fa le multe alle auto” effettivamente si può prestare a commenti: ovvero vigilessa che punisce infrazioni di poca rilevanza in confronto ad un reato penale che si compie a poche decide di metri.

Detto terra terra: ovvio che il giornale non intendesse screditare una persona, ovvio che una parte dei lettori potrebbe invece capire proprio questo.

Questa sera, con gli articoli successivamente pubblicati, mi sono reso conto che tutto ciò previsto si è verificato.

Conclusione: ognuno di noi quando fa una cosa in buona fede e viene criticato ci rimane male, ma nello stesso tempo, la medesima persona quando legge una notizia percepisce per indole sempre l?aspetto polemico del fatto. Sono due situazione inconciliabili, e io credo che soprattutto, assolutamente a livello locale ci si debba comprendere a vicenda per remare sempre dalla stessa parte. Abbiamo già la politica che esalta in modo esponenziale queste incompatibilità, dobbiamo a tutti i costi impegnarci e salvare la cronaca, per lo meno in una realtà dove direttori e lettori sono assolutamente gli stessi cittadini.

Buon lavoro al giornale, e a tutti i lettori.

Davide Maccagno.

 

Il nostro lettore non poteva evidenziare in maniera migliore i vari punti di vista. Purtroppo è vero: nella comunicazione on line non si può cogliere il tono delle parole, ed è un handicap.

14 marzo 2012