Interventi efficaci, ecologici e soprattutto risolutivi, queste le promesse di una nuova tecnologia “Made in Italy”, dedicata all’abbattimento delle polveri sottili e capace di apportare benefici immediati e concreti alla qualità dell’aria nelle nostre città.

Is Tech, azienda italiana di innovazione e tecnologia al servizio dell’ambiente e dotata di un proprio centro ricerca e sviluppo a Pisa, dopo lunga sperimentazione interna, ha realizzato i primi prototipi di APA, acronimo di Abbattimento Polveri Atmosferiche, presentandoli al Forum PA 2011, ed il Comune di Roma ne ha accolto positivamente la messa in opera per un periodo di osservazione iniziato durante la settimana europea della mobilità lo scorso settembre, e che si concluderà alla fine del prossimo mese di marzo.


I dati raccolti in questo periodo di operatività sono fortemente incoraggianti, verificando sul campo un reale abbattimento degli inquinanti per circa l’80%.

La “macchina mangia smog” è una piattaforma multifunzione ad impatto ambientale minimo, facilmente mimetizzabile in arredi urbani, alimentata tramite pannelli fotovoltaici. L’APA è infatti una soluzione concettualmente a zero rifiuti e a zero emissioni, utilizzabile sia in ambienti chiusi che aperti.

Il funzionamento riproduce l’effetto purificatore del ciclo naturale della pioggia: l’aria viene aspirata ad altrezza bimbo ed incamerata nel corpo della macchina, dove viene sottoposta tramite centrifugazione ad alta velocità ad un lavaggio con gocce d’acqua nebulizzate che abbattono le polveri sottili, le quali precipitano verso il basso. A questo punto l’aria bonificata è aspirata verso l’alto e reimmessa nell’ambiente con effetto fontana.

L’efficacia del procedimento ricopre non solo il particolato, bensì concorre ad abbattere tutta una serie di agenti inquinanti e/o allergizzanti, quali i pollini, le spore, la terra e la polvere generata dai cantieri stradali e dalle attività dell’uomo, metalli, solfati, nitrati, ceneri, fibre di amianto, polveri di cemento e carbone.

Fino ad ora le amministrazioni pubbliche, per limitare il problema, sono ricorse al blocco della circolazione ed alle targhe alterne, l’unica soluzione attuabile per tentare di “ripulire l’aria”. Gli esiti sappiamo bene che sono stati sempre molto al di sotto delle aspettative e dei reali bisogni di un ambiente migliore, come è confermato anche da parte della comunità scientifica. Con APA è possibile riportare la qualità dell’aria a livelli pre-industriali, intraprendendo un percorso di interventi sistematici e strutturali. il che appare peraltro facilitato anche grazie a specifici fondi Europei per iniziative in campo ambientale e di sviluppo sostenibile.

A quanto pare, una soluzione esiste! Soluzione che sicuramente comporta dei costi, certo, tutto dipende dall’ottica in cui li si deve affrontare. Ad esempio, quella di una erogazione di servizi fondamentali per la collettività, e non più procastinabili.

 Annamaria Agosti

 5 marzo 2012