Con riferimento all’incendio a Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo del 22 dicembre. 2011 vorrei sottolineare che tra i possibili eventi in grado di innescare un disastro nucleare avevamo indicato anche l’ incendio.

Pubblichiamo di seguito uno dei tanti nostri comunicati stampa in cui si ribadisce che non si conoscono piani di emergenza, come abbiamo comunicato anche alla Procura della Repubblica di Alessandria. E’ scandaloso.

 

…Noi abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il deposito di scorie nucleari voluto dal governo a Bosco, che invece è stato accettato da Comune e Regione. I Lamborizio, Cavallera, Bresso ecc. hanno venduto la sicurezza dei cittadini per 40 denari e neppure li hanno spesi per indagini epidemiologiche e iniziative sanitarie e ambientali. Lo scandaloso baratto soldi/salute diventa anche una beffa per il Comune di Alessandria, che non ricava nemmeno un euro mentre sono proprio i sobborghi di Mandrogne, Litta Parodi, Cascinagrossa ecc. ad essere i più vicini al deposito nucleare.

La risposta che non abbiamo ricevuto, perché non è stata data, riguarda il Piano di emergenza nucleare per queste scorie atomiche in piena Fraschetta, tra i comuni di Bosco, Pozzolo Formigaro e Alessandria. Depositate in un vulnerabilissimo capannone, possono essere oggetto di disastro nucleare per incidente, attentato, terremoto, alluvione, collisione di aereo o meteorite, incendio ecc. Ebbene nessuno di questi Comuni, né altri vicini (Novi Ligure, Frugarolo ecc.) ha provveduto ad informare i cittadini sui piani di emergenza: come salvare la pelle. Tant’è che è stata inviata formale diffida nei confronti dei Comuni e della Regione per omissione degli obblighi di legge (Direttiva CEE n. 618, Legge regionale 5/2010 ecc.). E segnalazione alla Procura della Repubblica di Alessandria.

 

Medicina democratica Movimento di lotta per la salute Alessandria


22 dicembre 2011