Domenica sera 13 giugno, al “campetto dell’Aurora”, accanto all’edificio del vecchio “cinema dei preti”, è stato presentato il libro fotografico “Pizzi e suclòu” (Pizzi e zoccoli), che introduce il lettore in una galleria di moda, usanze, tradizioni e costumi lunga 150 anni. E tutta al femminile.

Uno spaccato storico sulla vita del paese di San Luigi Orione, in cui le donne sono protagoniste, in tanti momenti della loro esistenza, dall’infanzia alla maturità, alla vecchiaia. Undici capitoli, firmati M.Cadenini, M.L.Callegari, G.Franzin, M.G.Milani, M.Ricotti e R.Taverna, per illustrare e contestualizzare 160 foto, tutte provenienti dall’archivio fotografico di Claudia Nalin, che ha curato il volume.


Il libro è promosso dall’Associazione culturale “Il paese di don Orione APS” e destinato a  sostenere il progetto del nuovo oratorio dedicato a San Luigi Orione, in prospettiva del 150° anniversario della sua nascita. Infatti Pontecurone, paese natale di San Luigi Orione, il santo della carità, si prepara a vivere nel 2022 un importante anniversario, legato al suo illustre concittadino: i 150 anni dalla sua nascita.   

La serata si è articolata in vari momenti: un saluto del parroco don Loris Giacomelli, che ha ricordato la finalità dell’ iniziativa e ha ringraziato tutti coloro che si sono impegnati per realizzarla; una presentazione del libro fotografico da parte di un’autrice; una sfilata di ragazze/i e bambini in splendidi abiti originali degli anni ’50-’60, intervallata dall’esecuzione di due canzoni di quegli anni e dall’Alleluja di Leonard Cohen da parte di Beatrice Limoncini, in veste di presentatrice.

La comunità ha partecipato all’evento con una presenza numerosa ed entusiasta, consapevole che realizzare un Oratorio, che possa diventare cuore pulsante e luogo di incontro, crescita e carità per Pontecurone, è un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile. Dobbiamo crederci e impegnarci. Insieme.

                                                                                            Marialuisa Ricotti

Foto di Claudia Nalin