La segnalazione arriva da alcuni nostri lettori che hanno individuato profili falsi su Facebook, sembra effettuati da alcuni giovani che cercavano di infiltrarsi nei gruppi di stampo più prettamente “tradizionalista” per carpire informazioni sui componenti o denigrare un certo modo di fare politica.

I “fake” (così si chiamano in gergo) sono stati espulsi dai vari gruppo dopo che gli amministratori avevano capito che queste persone chiedevano anche l’amicizia a titolo personale ai vari componenti dei gruppi, facevano sreenshot dei post e tanti altro.


Per carità, nulla di particolare, in un mondo dove i social sono diventati il principale strumento di contatto fra la gente e il luogo virtuale dove tantissime persone si incontrano……

Perché lo scriviamo allora? Il motivo è semplice: chi ci ha contattato ha detto che conosce qualcuno delle persone che stanno agendo in questo modo e siccome si tratterebbe di giovani che probabilmente non hanno la piena contezza di quello che stanno facendo, prima che la questione possa sfociare in qualche ricorso alla Polizia postale, ci ha pregato – tramitre il giornale – di avvertirli.

Come noto, infatti, fornire false generalità è reato, così come spacciarsi per chi non si è: su internet tutto è tracciato: identificativo IP; cellulare e tanto altro, per cui risalire all’autore di uno scritto, e anche di un “fake” per un informatico o per le forze di polizia è facile.

I lettori che ci hanno contattato, chiedono il rispetto delle loro idee anche se possono apparire estremiste e a queste persone di smetterla con questo sistema poco simpatico di fare campagna elettorale.

Ci auguriamo che il monito possa servire: Tortona ha bisogno di persone che si prendano cura dei problemi seri e di una campagna elettorale che possa rimanere sempre nei canoni della correttezza.