Le chiese in legno delle isole Chiloè


Lasciamo Puerto Montt il giorno dopo, diretti alle isole Chiloè, prima tappa vedere i pinguini. I pinguini di Humboldt e di Magellano. La prima cosa che noto lasciando Puerto Montt è il gran numero di negozi e di piccole imprese artigianali e commerciali che costellano la periferia. La seconda, le aree di sosta per le persone che intendono utilizzare i pullman: sono molto coreografiche, presentano dei disegni ed hanno anche una tettoia per consentire il riparo dalla pioggia. Noterò anche, nei giorni seguenti, il gran numero di lavori di manutenzione in corso lungo le strade che percorriamo. Prendiamo l’autostrada, l’unica del Cile, è a pagamento ed a riscuotere c’è ancora il personale. Ormai, in Italia, siamo abituati a pagare in contanti o tramite carta di credito. Prima di salire sull’imbarcazione che ci porterà a vedere i pinguini all’isola di  Puñihuil  ci imbragano.

L’emozione di vedere i pinguini! E’ la prima volta. Sono a pochi metri da noi. Sono tanti. Qualcuno si butta in acqua. Le fotografie si sprecano. Successivamente ci fermiamo in un locale vicino a pranzare e notiamo un auto parcheggiata…in spiaggia. Gustiamo un piatto tipico cileno: l’empanada. Piatto di origine spagnola, consiste in una pasta al cui interno può esserci carne o verdura, e che si può trovare, oltre che in Cile, anche in altri Paesi dell’America Latina come Argentina, Ecuador, Perù e Venezuela. Nel pomeriggio visitiamo alcune chiese facenti parte del circuito delle chiese in legno che sono state definite nel 2000 patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Sono sedici in totale, sparse in gran parte delle isole, veramente belle, costruite tra il XVII° ed il XVIII° secolo.

Di alcune chiese vengono date notizie in dettaglio. Come la chiesa di Tenaun ove si dice che è stata costruita tra il 1877 ed il 1902 con collocazione del rivestimento metallico nel 1920, dichiarazione di monumento nazionale nel 1999, l’anno prima di essere dichiarata patrimonio dell’umanità. Tutte le chiese che abbiamo visitato riportano un avviso: “Donazione minima suggerita per persona: 500 pesos cileni, un dollaro americano, al fine di mantenere la chiesa e di diffondere il suo valore come patrimonio dell’Umanità.” La maggior parte delle chiese si trova in piccolissimi paesi, che impressionano per la loro assoluta tranquillità. A Castro, forse il centro principale dell’isola grande delle Chiloè, dormiamo in una casa costruita su delle palafitte. A vederla dal di fuori non le daresti un centesimo, all’interno le stanze sono belle e spaziose e costituirà, assieme a quella di Pulvenir, estrema città meridionale del Cile, la migliore sistemazione alberghiera cilena da noi avuta nel nostro viaggio. Sistemazioni alberghiere non certo da hotel tre stelle. Un’altra nostra tappa, nelle isole Chiloè, è al parco nazionale, nella parte occidentale dell’isola. E, in questa giornata, incocciamo nell’unica pioggia che troveremo nel nostro viaggio in Cile. Una pioggia battente che sembra confermare le indiscrezioni trovati nei vari report letti sul Cile. Il pensiero: nel parco dovremmo fare una camminata, magari non lunga, ma comunque sempre una camminata. Con questa pioggia? Arriviamo al punto in cui dobbiamo parcheggiare l’auto dalla quale scendiamo esitanti. Magicamente smette di piovere. Qualcuno si sarà messo d’accordo con chi di dovere, pensiamo. Ci mettiamo gli scarponi ma, in effetti, non ce ne sarà un gran bisogno. In effetti nel parco camminiamo lungo passerelle in legno e dei passaggi vengono in aiuto nei tratti in cui compare del fango. Il parco nazionale è veramente bello, sorprende con la sua rete di percorsi escursionistici fra larici, mirti e cipressi. Percorsi veramente facili, adatti a tutti, con pochissimi tratti in salita.

Maurizio Priano