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Il sindaco Gianluca Bardone

La nuova legge di Stabilità prevede che ogni Comune italiano entro il 31 marzo comunichi cosa intende fare delle Società partecipate in cui è socio. Tortona lo è in sette diverse Società ma ha deciso di mantenerne soltanto 3; le quote delle restanti 4 due verranno vendute, e altrettante sono già state poste in liquidazione e quindi verranno chiuse. Lo ha annunciato il sindaco Gianluca Bardone in risposta alla legge di Stabilità che prevede per i Comuni la riduzione delle “Partecipate”

Le società partecipate dal Comune di Tortona sono 7 e precisamente: l’Azienda Tortonese Multiservizi (ATM) di cui il Comune è proprietario unico, la Società Raccolta e Trattamento Rifiuti (Srt) partecipata al 12,81%, Farmacom in liquidazione partecipata al 90%, l’Amias per il trattamento delle acque reflue di cui il comune possiende il 23,31%, La rivalta terminal Europa con quote dello 0,64% ed Energia e Territoriosrl già in liquidazione e oggetto di sentenza di fallimento del tribunale di Alessandria del 10 marzo scorso partecipata allo 0,7%.

Tenendo conto dell’impatto normativo e dei criteri si razionalizzazione previsti dalla Legge di Stabilità 2015, nel Piano sono programmate le seguenti misure di razionalizzazione,

 

A.T.M. Soppressione della società che risulta composta da soli amministratori. Con ogni probab ilità verà fusa con l’Asmt di propeità dell’Asm di Voghera La società oggi è amministrata da un Amministratore Unico a compenso zero ed è priva di Collegio Sindacale. Gli unici costi che sostiene, considerato anche che non svolge alcun servizio, sono spese minime di funzionamento, che non gravano sull’Ente, ma sono coperte dal provento derivante dalla concessione della rete idrica. Con la dismissione della società verranno eliminati tutti i costi, seppur minimi, di gestione.

FARMACOM La società è già in liquidazione, quindi non vi è alcun provvedimento ulteriore da adottare. La chiusura definitiva è prevista entro il 30 aprile con la conclusione della liquidazione verranno eliminati tutti i costi di gestione.

 

PARCO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO Dismissione della quota di partecipazione nella società

La dismissione della partecipazione avverrà attraverso procedura ad evidenza pubblica per la cessione della quota societaria L’esperimento della procedura ad evidenza pubblica per la cessione della quota societaria verrà effettuato entro il 31 dicembre prossimo.

RIVALTA TERMINAL EUROPA. Dismissione della quota di partecipazione nella società. Avendo già esperito nel 2014 senza esito la procedura per la cessione della quota societaria, entro il mese di aprile si richiederà alla società la liquidazione della quota.

 

ENERGIA E TERRITORIO La Società era già in liquidazione, ed è stata oggetto di sentenza di fallimento del tribunale di Alessandria del 10.3.2015, quindi non vi è alcun provvedimento ulteriore da adottare. La chiusura definitiva è con la conclusione della procedura fallimentare.

 

Verranno, invece, mantenute in vita le seguenti società.

 

S.R.T. La società rispetta tutti i criteri di razionalizzazione di cui alle lettere a), b), c) e d) del c. 611 dell’art.1 della L. 190/2014.

L’Ente si farà promotore di indirizzi di contenimento dei costi di funzionamento societari, relativi ad organi amministrativi e di controllo, come previsto dalla lettera e) del comma 611 art. 1 della L. 190/2014.

 

A.M.I.A.S. S.P.A. – 23,31%

La società rientra nel criterio di razionalizzazione di cui alla lettera b) del c. 611 dell’art.1 della L. 190/2014 e quindi andrebbe soppressa. Tuttavia, la società è una patrimoniale d’ambito, proprietaria di impianti e reti necessari per lo svolgimento del servizio idrico integrato. La soppressione della società avrebbe come conseguenza diretta l’assegnazione dei beni sociali in comproprietà pro quota a tutti gli attuali soci, determinando di fatto una situazione di non gestibilità dei beni. Di fatto la gestione degli attuali beni della società dovrebbe avvenire secondo le modalità tipiche di un condominio e sarebbe quindi necessario delegare a qualche soggetto, con relativi costi, tutta la attività di gestione della proprietà condominiale dei beni. Inoltre sui Comuni soci ricadrebbero in quota parte gli oneri dei rimborsi dei finanziamenti a lungo temine della società, con conseguente incremento del proprio livello di indebitamento. Pertanto non appare conveniente dismettere la società.

Ovviamente, le misure di razionalizzazione relative a dismissioni di partecipazioni o conferimento delle stesse, saranno formalmente sottoposte ad approvazione del Consiglio Comunale.

7 aprile 2015