Casile-Configliacco-Piccotti Inps - IQuante sono le pensioni Inps in provincia di Alessandria? E quanti gli invalidi civili? E quanti ne vengono scoperti di fasulli? Queste e tante altre domande adesso possono avere una risposta.

La sede provinciale Inps di Alessandria, infatti, per la prima volta, ha realizzato il “Bilancio Sociale” dell’ente, un documento che mette a fuoco la situazione pensionistica di tutta la provincia, riferita al 2011, con una serie incredibile di dati.

Finora, infatti, i Bilanci Sociali dell’Inps erano realizzati solo su scala nazionale o regionale.

Il corposo documento, che qui pubblichiamo nelle parti salienti, è un dossier di oltre 40 pagine ed è stato presentato giovedì mattina presso la sede dell’Inps di Alessandria, in via Morbelli, dal Direttore provinciale Alessandro Casile, alla presenza del direttore regionale Gregorio Tito e del presidente del Comitato provinciale Augusto Configliacco.

Tra l’enorme mole di dati salta subito all’occhio il fatto che su 440.613 abitanti, i pensionati Inps erano 108.821 rappresentando il 24,7% della popolazione. Naturalmente il numero globale dei pensionati in provincia di Alessandria è superiore perché a questi vanno aggiunti i pensionati pubblici iscritti all’Indap e quelli degli altri istituti previdenziale, per cui si può ipotizzare una percentuale di pensionati intorno al 30%.

Per quanto riguarda l’INPS, nel 2011 le pensioni complessive erano 171.106 che divise per 108.821 persone fa una media di 1,57 pensioni per ogni pensionato.

In pratica ci sono 62.285 persone in provincia che percepiscono due pensioni. Si tratta di una media superiore a quella regionale (1,40) e pure a quella nazionale (1,20).

Il 61,7% dei pensionati, quindi, percepisce due pensioni.

In provincia ci sono 23.641 pensioni di natura assistenziale (invalidità civili e assegni e pensioni sociali); le pensioni dirette (erogate sulla base dei requisiti di assicurazione e contribuzione) in essere sono state147.465, così distribuite: 96.390 pensioni di vecchiaia (compresa la pensione di anzianità) che rappresentano il 56% del totale; 12.431 pensioni di invalidità ( assegno ordinario e inabilità) che rappresentano il 7 % del totale; 38.644 pensioni ai superstiti (da pensionato e da assicurato) che rappresentano il 23% del totale e si suddividono per la maggior parte tra pensioni del Fondo Lavoratori Dipendenti (84.880 rappresentante il 57,55% delle pensioni dirette) e delle Gestioni Speciali dei lavoratori Autonomi dei Coltivatori Diretti, Artigiani e Commercianti (53.321 pari al 36,15%).

 

IN PROVINCIA PENSIONI PIU’ BASSE DELLA MEDIA REGIONALE

Secondo l’Inps occorre poi sottolineare come il grado di copertura delle pensioni nella nostra Provincia risulta essere il più basso delle province piemontesi, 649,3 pensioni ogni 1000 abitanti ultra 65enni, con una particolarità: il numero di pensioni di anzianità, che la riforma Monti ha di fatto eliminato, risulta essere molto contenuto nella nostra Provincia (225,5 pensioni di anzianità ogni mille anziani residenti a fronte delle 276 a livello regionale) mentre, al contrario, il dato delle pensioni di vecchiaia è superiore rispetto al dato regionale (394,8 pensioni ogni 1000 ultra 65enni residente rispetto alle 391,9 a livello regionale (Da’ IRES Piemonte).

Altro dato significativo riguarda l’importo medio mensile delle pensioni che caratterizza la provincia di Alessandria per un valore medio delle pensioni erogate nettamente inferiore al dato medio regionale: infatti a fronte di un importo medio piemontese di 975 euro mensili, in Alessandria il dato risulta essere pari a 811,27 euro cioè il 16.8% in meno rispetto alla media regionale. Un dato comunque superiore a quello nazionale pari a 780,14 euro.

Da un’analisi più approfondita condotta sugli importi medi delle pensioni di vecchiaia in base al genere dei lavoratori, in Alessandria appare quanto mai rilevante la differenza fra maschi e femmine: infatti se l’importo medio delle pensioni a livello provinciale è di 877,4 euro quello dell’universo femminile è 568,9 mentre quello dei pensionati maschi ‘ è di 1.178,1 con una differenza di 609 euro, rivelando una realtà lavorativa in cui le donne svolgono sicuramente lavori con retribuzioni inferiori e con carriere contributive più brevi e sono in numero nettamente inferiore ai maschi.

6 dicembre 2012