Tra i 41 progetti esecutivi approvati dai Comitati del Ccm (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) c’è anche quello proposto dalla Regione Lazio dal titolo Assistenza delle persone esposte ad amianto: sportelli informativi e sorveglianza epidemiologica, al cui interno è stato previsto l’obiettivo specifico Definizione di attività mirate agli ex esposti ed alla popolazione dell’area di Casale Monferrato.

 

«L’inclusione di Casale Monferrato nei progetti approvati dal Ccm – ha sottolineato il sindaco Giorgio Demezzi – è la dimostrazione che la proficua collaborazione con il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, sta dando i suoi frutti. Dal gennaio scorso si è avviato un percorso condiviso su molti aspetti dell’amianto: dalla bonifica alla ricerca, passando per la sorveglianza sanitaria, si stanno portando avanti tutti quei processi che ci auguriamo in tempi brevi possano da un lato migliorare la qualità della vita e dei cittadini e dei malati e dall’altra giungere alla completa liberazione del nostro territorio dalla fibra killer».

 

L’obiettivo specifico riguardante Casale Monferrato sarà portato avanti principalmente dal Centro Regionale Amianto del Piemonte, diretto da Massimo D’Angelo, e prevede principalmente tre punti:

– Istituzione gruppo di lavoro comprendente epidemiologi, pneumologi, oncologi, radiologi e analisi delle esperienze regionali in materia di sorveglianza e tutela dei lavoratori ex esposti

– Definizione di un protocollo specifico di sorveglianza degli ex esposti alle fibre di amianto e dei percorsi operativi per l’esecuzione delle attività di sorveglianza e definizione specifici flussi informativi tra il Centro Sanitario Amianto ed il CPO di Torino e tra il Centro Sanitario Amianto e le strutture preposte all’esecuzione di accertamenti inerenti la sorveglianza sanitaria

– Definizione misure precauzionali da adottarsi per ridurre il rischio di esposizione alle fibre da parte della popolazione e Attuazione di un programma di attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione sull’amianto e sulle patologie ad esso correlate.

 

COSA SUCCEDERA’ NEI PROSSIMI DUE ANNI

 

Nello specifico, nei due anni previsti per la realizzazione del progetto, le attività che dovranno essere svolte saranno:

– Istituzione gruppo di lavoro comprendente epidemiologi, pneumologi, oncologi, radiologi

– Definizione di un programma di attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione sull’amianto e sulle patologie ad esso correlate

– Attuazione campagne di informazione rivolte alla popolazione generale per ridurre il rischio di esposizione alle fibre di amianto (con almeno 5 incontri informativi con popolazione, predisposizione di opuscoli informativi e implementazione del sistema web del Centro Sanitario Amianto

– Definizione misure precauzionali da adottarsi per ridurre il rischio di esposizione alle fibre da parte della popolazione

– Analisi delle esperienze regionali in materia di sorveglianza e tutela dei lavoratori ex esposti

– Definizione di specifici flussi informativi tra il Centro Sanitario Amianto, il CPO e le strutture preposte alla sorveglianza sanitaria.

 17 agosto 2012