Sarà questo l’evento “clou” dell’estate nell’ambito della Stagione 2017: un concerto di elevatissimo valore musicale, che vede insieme queste due prestigiose Orchestre. Le due formazioni, per complessivi 70 elementi, saranno condotte da una giovane stella della direzione d’orchestra: il Maestro Andrea Battistoni, attualmente Direttore Principale della Tokyo Philharmonic e, da pochi giorni, anche del Teatro Carlo Felice di Genova.

 

Il programma prevede: un brano dello stesso Battistoni, dal titolo “élan vital” (Rhapsody for Orchestra), “Star Wars Suite” (Colonna Sonora dell’omonimo film di George Lucas) e “Quadri di un’esposizione” di Modest Petrovič Musorgskij, con l’Orchestrazione di Maurice Ravel. Per Sanremo l’esecuzione dell’opera del compositore russo è un’anteprima assoluta, in quanto la formazione necessaria per tale partitura richiede un numero di strumenti davvero elevato: è questo il motivo per cui il concerto si svolge al Teatro Ariston, dove possono trovare posto i 70 Professori d’Orchestra dell’inedita formazione.

 

Battistoni – trentenne compositore, violoncellista, direttore d’orchestra, nato a Verona da madre pianista e padre medico – ha iniziato lo studio del violoncello a 7 anni. Ha proseguito gli studi al Conservatorio di Verona, dove si è diplomato nel 2006; si è perfezionato in Germania ed ha ottenuto la Laurea Specialistica nel 2008; ha studiato Composizione, laureandosi nel 2013. Ha iniziato lo studio della direzione d’orchestra nel 2004 e successivamente si è perfezionato in Russia; alla Scuola di Musica di Fiesole; all’Accademia Musicale di Stresa. Nel 2008 ha debuttato al Festival Internazionale “A. B. Michelangeli” di Brescia e Bergamo e nello stesso anno ha avuto luogo anche il suo debutto operistico con “La Bohème” di Puccini al Teatro di Basilea.

La carriera-lampo del giovane conduttore lo ha portato ad esibirsi nei più importanti teatri del mondo. Nel 2012 è diventato il più giovane Direttore mai salito sul podio del Teatro alla Scala, dirigendo “Le Nozze di Figaro” di Mozart e nello stesso anno ha pubblicato il suo libro: “Non è musica per vecchi“. È stato Primo Direttore Ospite del Teatro Regio di Parma nel biennio 2011/2012.

Dal 2014 al 2016 è stato nominato Primo Direttore Ospite del Teatro Carlo Felice di Genova ed ha ricoperto lo stesso ruolo anche alla Tokyo Philharmonic Orchestra, la più antica orchestra sinfonica giapponese. Nell’ottobre 2016 la stessa Tokyo Philharmonic – che quest’anno ha compiuto 106 anni – lo ha nominato ufficialmente suo Direttore Principale e, da pochi giorni, ha ottenuto lo stesso incarico dal Teatro Carlo Felice.

 

Williams è il compositore vivente più premiato della storia del cinema: 5 Oscar, 22 Grammy Awards, una cinquantina di nomination, per accennare solo ai maggiori riconoscimenti. Impossibile ricordare tutte le sue colonne sonore, ma tra le più note al grande pubblico ci sono quelle per la saga di “Guerre stellari”. Attualmente si è arrivati all’ottavo capitolo della serie, ma nel 1977, quando il regista George Lucas gli chiese di scrivere le musiche per “Star Wars”, in pochi avrebbero immaginato una così duratura fortuna della serie. L’idea di Lucas era quella di una partitura di tipo operistico, con temi ben definiti, riconducibili a personaggi e situazioni. Era un po’ l’idea di Wagner del “leitmotive”. Williams in qualche modo si ricollega alla drammaturgia wagneriana, anche se la concezione del “leitmotive” è diversa. Ciò che più appare interessante è la scrittura sinfonica. Oggi sembra normale ascoltare il tema d’apertura con la fanfara di ottoni, il tema di Luke, quello della principessa Leila, la marcia imperiale, con il suo ritmo militare, il tema di Yoda, tutti eseguiti con una grande orchestra di tipo tardo romantico, ma negli anni ‘60 e ‘70 scrivere colonne sonore per un film di fantascienza utilizzando un’orchestra tradizionale era un’operazione in controtendenza, perché di solito lo stile prevedeva l’uso di strumenti elettronici. Williams, in accordo con Lucas, volle invece una musica emotivamente diretta, riconoscibile, al contrario dei personaggi e dei luoghi che sono “alieni”, diversi. La musica, dunque, descrive emozioni comuni e deve andare dritto al cuore ed all’animo degli spettatori.

 

“Quadri di un’esposizione” ed il poema sinfonico “Una notte sul monte Calvo”, sono le composizioni più celebri di Musorgskij (1839/1881), principale esponente della scuola nazionale russa dell’ottocento. Vennero scritti per pianoforte in memoria del pittore Viktor Hartmann. Ciascun brano della Suite s’ispira ad un suo quadro ed ognuno è collegato al successivo dal tema della “Promenade”. La notorietà della composizione, però, si deve anche alla splendida orchestrazione di Maurice Ravel che valorizza la potenza espressiva del compositore russo attraverso le finezze timbriche tipiche del musicista francese.

I biglietti sono disponibili al botteghino del Teatro Ariston (per prenotazioni 0184 506060).

I prezzi: Platea 1° settore € 15,00, 2° settore € 10,00; Galleria 1° fila € 10,00; Galleria € 8,00.