Valenza.

I Carabinieri della Stazione di Valenza hanno denunciato per truffa un cittadino italiano di 31 anni, residente in provincia di Mantova, pluripregiudicato anche per fatti analoghi. L’indagine prendeva spunto dalla denuncia presentata a fine gennaio di quest’anno da un uomo del posto il quale riferiva che alcuni giorni prima, navigando su un sito di vendite online, aveva visto in vendita una televisione al prezzo di oltre 550 euro e aveva deciso di acquistarlo visto che il prodotto gli piaceva. L’uomo contattava il venditore il quale chiedeva l’intero pagamento della somma mediante accredito su carta postepay. Riceveva quindi il numero di carta postepay su cui effettuare il bonifico ed effettuava regolarmente il versamento degli oltre 550 euro, aspettando l’arrivo della TV. Non vedendola arrivare, provava a contattare il venditore il quale però era sparito ed irrintracciabile, e non aveva mai effettuato la spedizione del prodotto. Capito quanto accaduto, la vittima presentava la querela e avevano così inizio gli accertamenti. I militari accertavano quindi che il numero di telefono contattato e il numero di postepay fornito erano appartenenti all’uomo che veniva pertanto denunciato all’Autorità Giudiziaria per truffa.

 

Valenza.

I Carabinieri della Stazione di Valenza nei giorni scorsi hanno proposto ed ottenuto la misura di prevenzione del divieto di ritorno a Valenza per altre quattro persone, fermate tutte nella stessa circostanza. A seguito di tale provvedimento, i quattro non potranno più tornare nella città dell’oro per tre anni. I quattro, cittadini italiani di età compresa tra i 35 e i 46 anni, erano stati fermati il 10 febbraio a bordo di un furgone a Valenza in corso Matteotti, in una zona della città più volte colpita dai furti e con numerose attività commerciali. Alla vista della pattuglia che li stava seguendo negli spostamenti perché tentavano di vendere porta a porta prodotti per la pulizia della casa, cercavano di allontanarsi e far perdere le loro tracce, ma venivano subito bloccati e identificati. I quattro risultavano avere tutti quanti numerosi precedenti penali, in particolare modo per reati contro il patrimonio, e non giustificavano in maniera chiara e convincente la loro presenza in quel luogo, visto che comunque guardavano le abitazioni in maniera sospetta. Per loro scattava quindi la proposta e il conseguente provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Valenza.